Foto Michel Caputo

Tante volte abbiamo usato questa locuzione, magari senza rendercene conto, mentre invece ha una sua logica. Si tratta di una locuzione che propone di invitare qualcuno a riflettere prima di prendere decisioni affrettate, a restare calmo nonostante una situazione difficile. Essa è mutuata, del resto, dal nobile gioco del biliardo nel quale il giocatore, dovendo fare una giocata difficile, prende tempo e scarica anche la tensione strofinando la stecca con il gessetto.

Bene, dopo la partita di Roma, questa locuzione si applica al massimo per il Lecce perchè nel giudicare è assolutamente necessario valutare alcuni aspetti fondamentali tipo consistenza della squadra, i suoi valori tecnici, i suoi limiti atletici nel caso ci fossero, e la sua capacità combattiva. Nonostante le quattro reti subite, non mi sento di dire che il Lecce sia stato preso a “pallate” come contro l’Atalanta o contro il Brescia o contro il Bologna, quanto piuttosto che abbia cercato anche di fare la partita, non riuscendovi, per evidente superiorità tecnica dell’avversario e per errori individuali che hanno condizionato la prestazione. Non è emerso nulla che non si sapesse, la buona organizzazione, la capacità combattiva di tanti, La Padula e Barak su tutti, le solite lacune difensive, non per nulla peggior difesa della categoria, e la mancanza di almeno “un cervello pensante”, purtroppo Saponara e Falco in infermeria e che al Lecce necessitano come il pane.

Non credo che la partita di Roma debba creare molte preoccupazioni perché si deve essere consci che il campionato del Lecce sarà fino alla fine sul filo del rasoio, appena sopra al terzultimo posto che garantisce la salvezza cosa che, a tutt’oggi, si è sempre verificata e, pur ipotizzando grandi difficoltà nelle prossime 13 partite, non vedo perché il Lecce debba perdere la speranze di salvezza. Le “pallate” sono accettabili se vengono da Juve, Lazio,  Atalanta ed poche altre, ma non lo sono se vengono da Brescia, Cagliari, Udinese, Genoa ed altre alla nostra portata. Liverani, ai microfoni di Sky, per giustificare la prestazione del Lecce, ha evocato un bagno di mare fatto in zona infestata da squali. Credo che lui sappia toccare i tasti giusti per limitare le note ed arcinote carenze difensive che pregiudicano lo svolgimento di alcune partite. Ribadisco che è con le cosiddette piccole che non bisogna perdere botta anche perché l’eventuale punto guadagnato con qualche grande, e ve ne sono già stati, si rileva fondamentale ed è, grazie a questo, che mai siamo stati nel gorgo ma vi abbiamo sempre galleggiato molto vicino.

Non mi risulta facile trovare un motivo per dire che il Lecce non abbia cercato di giocare e non mi posso attaccare al fatto che abbia fatto tre vittorie consecutive, e qualcuno aspettava la quarta, ma non si può ignorare che la Roma venisse da tre sconfitte consecutive e per lei sarebbe stato esiziale rimediarne una quarta. Suggerisco quindi di considerare la partita di Roma, non come un incidente di percorso, perché non lo è, quanto piuttosto come una logica diversità tecnica sul campo.

In ogni caso, il Genoa, pur con una prestazione decorosa, ha lasciato tre punti contro la Lazio, e meno male! consentendoci di non recriminare più di tanto. La prossima settimana, se è vero che noi avremo l’Atalanta, è anche vero che il Genoa sarà a Milano sponda Milan, che la Samp avrà il Verona, che il Torino sarà a Napoli. Come potete constatare ve ne è per tutti i gusti basta tenere gli occhi aperti, come dire: ”Calma e gesso”!