Foto Michel Caputo

Siamo abituati a vederlo a bordo campo spesso agitato, a sbracciarsi e urlare per farsi sentire, per motivare i suoi, per spronarli per farli rimanere sempre sul chi vive. Non è solo perché un passo falso, uno spazio lasciato aperto, un passaggio sbagliato possono diventare un boomerang, ma anche perché quello di Liverani in campo non è solo un mestiere, ma uno stile, che quando riesce ad arrivare al gruppo diventa, come ha detto Lapadula, “l’effetto Liverani”.

L’allenatore-psicologo che la sua squadra stava avendo un crollo lo aveva percepito chiaramente e altrettanto chiaramente lo aveva dichiarato subito dopo la partita interna con il Bologna, del 22 dicembre scorso. Non era solo un discorso di qualità, ma anche di approccio mentale e carico fisico. Non c’era ricambio, l’infermeria era affollata, non c’erano giocatori, e questo faceva “sedere” i titolari.

“E’ un discorso di testadisse in conferenza post-partitase non c’è una sana competizione è difficile trovare motivazione. Avviene in tutte le squadre”

 Liverani nell’aspetto psicologico del gruppo e nell’approccio mentale delle gare ci crede in modo particolare, tanto da aver conseguito il patentino da allenatore a Coverciano con una tesi dal titolo “Approccio e gestione psicologica di una squadra di calcio”, i complimenti per lui arrivano anche da un bacchettone come Feltri (sul Tuttosport) che ne sottolinea le doti umane e professionali. Ma allora il Lecce quanto ha in panchina un allenatore e quanto uno psicologo?

Ho sempre creduto che una delle forze dei principali dei calciatori è la testa dice quando la testa è in un momento positivo, tutto il resto viene comunque in automatico. Quando la testa c’è, tutto quello che fai con entusiasmo con professionalità ti viene bene, al contrario, quando la testa non c’è, tutto diventa più pesante. E’ la mente che ti porta a fare qualcosa di straordinario”

 Liverani ha portato il Lecce dalla serie C alla serie A e, con la squadra, anche alcuni giocatori. Non è stato facile, perché era un peso emotivo importante per loro, un peso che andava gestito e che si poteva portare solo con l’aiuto dell’allenatore

“Abbiamo portato giocatori come Falco e Mancosu dalla serie C alla serie A. Innalzare la qualità tecnica non bastava, per avere quella bisognava innalzare anche quella mentale. Leggere la partita è la cosa più importante”

 E domani c’è un’altra partita da leggere, uno scontro salvezza, il primo con a disposizione tutti i nuovi del mercato di riparazione. La Spal arriva al Via del Mare impantanata all’ultimo posto in classifica con 15 punti, ha bisogno di ossigeno per continuare a sperare

“Quella di domani con la Spal è una gara che rappresenta un binario – dice Liverani –  è uno scoglio ma anche un’occasione per allontanare una diretta concorrente. Sarà una gara intensa, tatticamente guardinga da entrambe le parti. La posta in palio è alta. Servirà una partita di grande attenzione, in cui dovremo concedere il minimo e indispensabile”

La Spal ha un nuovo allenatore, Di Biagio, che è difficile cambi assetto già alla prima partita, ma resta un’incognita per il Lecce

“Ho ancora qualche dubbio sulla formazione, fermo restando la linea a quattro di difesa e i tre di centrocampo. La squadra ha la consapevolezza di quello che ha fatto, ma al tempo stesso sa bene da dove veniamo. Non esiste la possibilità di rilassarsi, ma dobbiamo solo spingere sull’acceleratore.”

 Per quanto riguarda la classifica

Se chi sta in basso inizia ad accelerare, anche chi sta qualche posizione più in alto di noi deve guardarsi attorno. Non è una lotta a quattro, non lo è più. Adesso ci sono cinque o sei squadre”

 L’imperativo è vincere

Non firmerei per il pareggio. Io me la gioco alla pari contro una squadra che ha le nostre stesse ambizioni. Vogliamo vincere perché vincere è bello”