LECCE – Un fiume di denaro che, sulla carta, doveva servire per far funzionare lo sportello dell’Associazione Antiracket di Lecce. E poi finanziamenti illegittimamente ottenuti e intascati. Un flusso di soldi pubblici “sparito” e che ora dovrà essere restituito. Un milione di euro (956mila e 809 euro per l’esattezza) ritornerà nelle mani e nelle casse dello Stato. Lo ha stabilito la Corte dei Conti di Bari (Presidente Francesco Paolo Romanelli, consigliere Aurelio Laino e consigliere relatore Rossana De Corato) che ha condannato al pagamento del maxi risarcimento la presidente dello Sportello Antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri; l’ex dirigente del Comune di Lecce, Giuseppe Naccarelli (entrambi condannati in contumacia) e il funzionario Pasquale Gorgoni. Sono stati assolti l’ex assessore del Comune di Lecce Attilio Monosi, i funzionari Paolo Rollo, Maurizio Vetere, Salvatore Laudisa e l’ex segretario Vincenzo Specchia.

L’inchiesta contabile, parallela a quella penale ancora in corso, ha avuto origine nel 2018 quando la Procura aveva disposto il sequestro sui beni e rapporti di conti correnti degli intimati sul presupposto che il comportamento dei funzionari e degli amministratori avrebbe determinato un maggior esborso economico per il Comune di Lecce di 160mila euro nella realizzazione degli interventi sull’immobile che ospita lo sportello antiracket a Lecce.

Scrivono i giudici contabili: “I copiosi elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini preliminari svolte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce non lasciano dubbi di sorta sul fatto che la Gualtieri, in proprio e in combutta con Naccarelli, abbia rendicontato spese per prestazioni professionali, lavorative, per rimborsi spese di viaggio e per acquisto di beni, servizi e forniture, del tutto fittizie. Altrettanto indiscutibile, alla luce degli atti di causa è la sussistenza in capo ai suddetti convenuti del contestato elemento psicologico del dolo”. Continuano i giudici contabili: “Sussiste, parimenti, la responsabilità contestata al Gorgoni, essendo documentalmente comprovato il suo diretto intervento nella truffaldina””.

Sui lavori eseguiti a Lecce i giudici hanno invece stabilito che nessun danno erariale è stato commesso per la città, assolvendo tutti i coinvolti. Per i condannati, la Corte dei Conti pugliese ha disposto che il sequestro conservativo dei beni disposto dai giudici penali venga tramutato in un pignoramento per un totale corrispondente alle somme di cui dovranno risarcire lo Stato: Nello specifico: la Gualtieri dovrà versare 769mila e 438 euro; Naccarelli, 172mila e 371 euro; Gorgoni, 15mila euro.

Per gli assolti, già in sede cautelare la richiesta della Procura era stata ridimensionata ed ora, con la sentenza depositata nella giornata di ieri, ritenuta infondata. I giudici hanno riconosciuto l’insussistenza del danno in contestazione riferito all’indebita duplicazione di pagamenti effettuati in favore dell’impresa Saracino per i lavori effettuati per la realizzazione degli sportelli, atteso che l’importo contestato era stato restituito dalla suddetta impresa in data 20 luglio 2016.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pietro e Antonio Quinto; Marco Masiello; Giovanni Pellegrino; Angelo Vantaggiato; Alessandro Troso e Luigi Covella.