Gigi Mirto era un uomo corretto, gentile, rispettoso. Una bella persona. I giornalisti sportivi (e non solo) lo ricordano con affetto, perché Gigi si faceva voler bene, pur con la sua schiettezza, sempre accompagnata dalla sensibilità e dalla correttezza che lo contraddistinguevano. Solo ieri, alle 18.00, Gigi aveva condiviso una foto sul suo profilo Facebook, una foto del suo amato Lecce, quello della promozione dalla serie C alla serie B della stagione 75-76, targata Mimino Renna.
Ci piace pensare che ora siano insieme a parlare di calcio; e Gigi a punzecchiarlo con le sue solite pungenti battute puntuali, a volte “coraggiose”, ma sempre sincere.
Grazie Gigi per tutto quello che ci hai dato. La redazione sportiva e tutti colleghi del Corriere Salentino si stringono alla famiglia del compianto Gigi Mirto, sopratutto ai figli Alessio a Giampaolo.
Vogliamo ricordalo con il post che il decano dei giornalisti leccesi Elio Donno, oggi ha pubblicato su Facebook per ricordare l’amico-collega scomparso
“E’ morto Gigi Mirto.
Me l’aveva preannunciato ieri Alessio, dopo giornate nelle quali si era tenuto tutto dentro, da solo: Gigi Mirto stava male, ma questa notte è accaduto l’irreparabile. Gigi, amico da oltre 60 anni, collega, non c’è più: ha lottato sino alla fine e ancora ieri, lucidissimo, aiutato dalla badante Ella, che gli leggeva i messaggi, aveva chiesto di scrivere ‘Mi piace’ sul mio di FB post a proposito della irresponsabilità di alcuni cittadini in questo periodo di coronavirus.
E’ morto convinto di vincere anche questa battaglia, dopo tante affrontate e vinte. E’ difficile trovare parole quando il fato ti strappa un amico, che sentivi fratello perché un turbine di ricordi ti travolge: le trasferte al seguito del Lecce, con gruppi di colleghi, le serate nei ristoranti di Porto Cesareo, i viaggi per seguire Alessio quando arbitrava, la sua attenzione su tutto, l’arguzia nel giudicare fatti e situazioni del mondo del calcio, era un’enciclopedia vivente sugli arbitri di cui seguiva l’attività e conosceva tutto.
Era tra i più anziani pubblicisti, non disdegnava le battaglie nelle quali credeva e le conduceva sino all’ultimo. Ha lottato sempre contro ogni malanno fisico che lo ha colpito vincendo ed anche negli ultimi tempi, provato nel fisico, cercava di reagire.
Mi resta il ricordo dei pomeriggi e delle serate in casa sua a seguire le partite in trasferta del Lecce, con l’ordine perentorio di consumare uno spuntino nell’intervallo perché per lui l’ospitalità era sacra; ricordo le sue riflessioni, il suo cruccio, negli ultimi anni, per dover disertare lo stadio perché provato nel fisico.
Sino all’altro giorno, con voce fioca, dal lettino dell’ospedale, mi chiedeva notizie sul calcio, sul Lecce, su tutto. Ma non pensavo che fosse vicino alla fine, che ha affrontato lucidissimo sino all’ultimo, quasi sfidando la morte che ha guardato in faccia prima di arrendersi. Ieri anche Alessio si era rassegnato al peggio. Lo abbraccio assieme a Gian Paolo, i ‘ragazzi’ di cui era orgoglioso e che abbraccio.
E’ difficile piangere e scrivere assieme
Ciao, Gigi, amico mio e di tanti colleghi. Riposa in pace”