Centodieci anni fa come oggi, il 24 aprile 1910, si disputò nella nostra città la prima partita in assoluto di football (la prima anche in tutto il Salento). Il termine “calcio” ancora non era tanto usato. Solo un anno prima, nel 1909, la F.I.F. (Federazione Italiana Football”, sorta il 15 marzo 1898, aveva deciso di cambiare la propria denominazione in F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio).
Il Lecce (allora chiamato S.C. Lecce, dove S.C. stava per Sporting Club allo stesso modo in cui oggi U.S. sta per Unione Sportiva) disputò, quindi, la sua prima partita di football a Lecce.
Nel 1910, in Puglia (o nelle Puglie, come si diceva allora), c’erano pochissime squadre di calcio, ma di queste soltanto tre regolarmente affiliate alla F.I.G.C. Erano: la “Unione Sportiva PRO ITALIA” di Taranto, il “Football Club BARI” e lo “Sporting Club LECCE”.
Nella primavera del 1910, dal 3 aprile all’8 maggio, la F.I.G.C., dietro pressione delle tre citate squadre pugliesi, organizzò e fece disputare alle stesse il “1° Campionato Regionale Pugliese di Terza Categoria”.
Il campionato, con partite di andata e ritorno, come abbiamo già detto, iniziò il 3 aprile (la prima domenica dopo la Pasqua). Nella prima giornata il Bari B (partecipò la seconda squadra, quella delle cosiddette “riserve”) sconfisse la Pro Italia per 6-1. Il 10 aprile il Bari, ancora in casa, ospitò il Lecce con il quale vinse per 5-1 (ne abbiamo parlato quindici giorni fa). Alla terza giornata, il 17 aprile, si giocò a Taranto, Pro Italia – Bari B (0-2) e alla quarta giornata, il 24 aprile, il Lecce ospitò la Pro Italia.

La prima partita a Lecce si giocò, quindi, il 24 aprile 1910, sul campo “Pista Comunale” (questo è il nome che venne comunicato alla Federazione; il terreno di gioco fu ricavato nell’ovale al centro del velodromo comunale sito all’interno dell’allora “Sporting – Grounds” che si trovava lungo Viale Brindisi (ora Viale Michele De Pietro, dove oggi insiste la scuola Liceo artistico “Ciardo – Pellegrino”). Oggi guardando la scuola, sul lato sinistro, in Via Corte dei Mesagnesi, si nota una parte del muro di recinzione e soprattutto l’ingresso, con un arco monumentale, che dava accesso al campo sia alle squadre che al pubblico, ancora oggi ben visibile.
Il Lecce del presidente Francesco Marangi, quel giorno, giocò con: De Michele (cap.); Capozza, Acquaviva; Oscar Varola, Rima, Marrazzi; Di Muro, Marzano, Kniazzeh, Tortorella, De Salvatore. La Pro Italia (giocò in dieci uomini) rispose con: Ottino; Rapazzini, Sposito; Revelli, Binazzi, Pezzarossa; Ascanelli, Montevecchi, Traverso, De Leonardis. L’arbitro fu il signor Colombo di Bari che fischiò l’inizio della partita alle ore 16,30 precise (così si usava dire allora). Il Lecce si portò in vantaggio a 7’ con Giacomo Di Muro su passaggio di De Salvatore e così si chiuse il primo tempo, nella ripresa, al 50’, la Pro Italia, in maglia verde, pareggiò con Montevecchi e all’85’ arrivò il gol-sconfitta con Ascanelli per il definitivo 1-2. L’inviato de La Gazzetta del Mezzogiorno (Conte Guidotti), allora chiamata “Corriere delle Puglie”, nel suo commento annotò “tempo stupendo” … “pubblico discreto che per quanto ignaro del gioco (era la prima volta e, chiaramente, le regole del nuovo sport non erano ancora conosciute) è corso e ha applaudito i migliori colpi” … “si sono notate molte signore e signorine” … “i leccesi si sono notati un pò incerti in attacco”.

Alla quinta giornata, il 1° maggio, il Lecce, ancora in casa, ospitò il Bari il quale s’impose per 4-1 (il gol leccese lo mise a segno, all’82’ Osvaldo Marzano). Nella sesta e ultima giornata, l’8 maggio, il Lecce giocò a Taranto, in casa della Pro Italia. I rossoneri leccesi si portarono in vantaggio al 10’ con Ettore De Michele (quel giorno lasciò la maglia di portiere e giocò da centromediano), ma nel secondo tempo, gli jonici segnarono tre reti; finì, quindi, 3-1.
Mentre le altre due squadre, anche se, all’inizio, non giuridicamente costituite, praticavano il football da circa dieci anni, i giovani studenti leccesi solo due anni prima avevano costituito la prima squadra della città (lo “S.C. Lecce”) e solo quattro anni prima avevano visto un pallone. Malgrado le quattro sconfitte non solo non fecero una brutta figura, ma grazie alle dignitose prestazioni presero ancora più slancio e vigore per continuare la nuova avventura alla quale, in seguito, si avvicineranno e verranno coinvolte molte generazioni di appassionati tifosi. Iniziò, così, una straordinaria storia che dopo oltre un secolo continua ancora e chissà se avrà mai fine.

Vittorio Renna