Renè de Picciotto, ospite del Corriere Salentino, ha parlato dell’attuale situazione economica globale, per poi raccontare le sue impressioni sul campionato del Lecce e svelare il suo futuro. L’ha fatto col garbo e l’educazione che lo contraddistinguono, rivelando, tra le altre cose, che l’esperienza come dirigente dei giallorossi (socio dell’US Lecce con il 35% di quote societarie), continuerà sino alla fine della sua esperienza nel mondo del calcio.

Dottor De Picciotto, innanzitutto una domanda inusuale ma sentita e dovuta in questo momento storico: come sta e come stanno i suoi cari?

La ringrazio per la domanda. Io e la mia famiglia fortunatamente stiamo bene e stiamo passando la quarantena all’interno della nostra abitazione di Fasano.

Un imprenditore come lei può vantare una conoscenza intrinseca del tessuto economico globale. Quanto sta incidendo e quanto inciderà questa pandemia sull’economia non solo italiana, ma europea e mondiale?

La situazione economica a livello globale è ovviamente molto critica. Vi faccio degli esempi che mi riguardano in prima persona: ho dovuto chiudere 8 strutture alberghiere e un centro commerciale in Europa. Centinaia di dipendenti sono in cassaintegrazione. Da analisi fatte assieme ai miei consulenti, abbiamo preso coscienza che non ci saranno ricavi per almeno 6 mesi. I danni economici di questo periodo si avvertiranno per un lasso di tempo di almeno 12-18 mesi. Il turismo sarà congelato per un anno: i clienti esteri hanno già posticipato di un anno le loro vacanze.

 

Crede che il Governo italiano stia facendo tutto ciò che è necessario per affrontare la crisi economica a cui andremo incontro?

Il Governo italiano sta facendo quello che può con le risorse a sua disposizione. E’ una situazione che nessuno in Italia, ma forse al mondo, ha mai dovuto affrontare. Le strade erano due: o mantenere lo stile di vita avuto prima della pandemia scegliendo di avere milioni di morti, o bloccare tutto e cercare di avere “solamente” centinaia di migliaia di morti. Ovviamente è una scelta che non si è nemmeno dovuta porre perché è giusto impiegare tutte le nostre energie per preservare la vita dell’uomo. Di conseguenza le ripercussioni socio-economiche sono già molto forti e lo saranno ancora di più nei prossimi mesi. Un nostro tallone d’Achille, sul quale sicuramente potrebbe provare a migliorare il nostro Paese, è la macchina burocratica. In Svizzera in due ore ho ottenuto l’aiuto da parte dello Stato: la richiesta è stata effettuata alle ore 12 e alle 14 i soldi erano già sul conto. Sono soldi che dovrò restituire, ma intanto un imprenditore ha la possibilità di affrontare questo momento tutelando i propri dipendenti. Stesso discorso per quanto riguarda la mia azienda in America. Ecco, forse su questo dovremmo cercare di migliorarci, consapevoli dei problemi strutturali che abbiamo.

 

Dal punto di vista sportivo, in questi giorni si susseguono le possibili soluzioni per le stagioni calcistiche in Europa. Il Belgio è stata la prima nazione in cui la federazione calcistica ha deciso di assegnare già lo scudetto. Quale crede che sarà la soluzione finale condivisa in Europa e in Italia?

Al momento sono convinto che nessuno sappia quando, e se, si potranno riprendere campionati e coppe europee. Il calcio, come azienda, ha un indotto che va ben oltre i soli calciatori. Se non si potrà riprendere, la perdita economica rischierebbe di portare molte società a dover tirare i remi in barca. Diversamente, il colpo subito potrà essere gestito in maniera più agevole sebbene avrà ugualmente ripercussione sul sistema calcio. Tutto questo non si potrà sapere prima di metà maggio. Solo allora si potrà capire se i campionati e le coppe si potranno riprendere o meno.

 

Si aspettava questo campionato da parte del suo Lecce?

I nostri ragazzi, sino a questo momento, hanno disputato un campionato dignitosissimo in linea con le aspettative di inizio stagione. Qualsiasi scelta fatta è stata guidata dalla volontà condivisa, da parte di tutti i soci, di non indebitare l’US Lecce con operazioni onerose. Questa linea guida ha portato la società a fare scelte di mercato coraggiose in sede di mercato estivo. Non tutte sono state vincenti, ma fa parte del gioco. La speranza è che anche il prossimo campionato potremo affrontarlo nella massima serie e in maniera ancora più strutturata. Se così non dovesse essere ci faremo trovare pronti per ripartire più forti e competitivi di prima.

 

Il prossimo anno il dottor De Picciotto continuerà a far parte dell’US Lecce?

Certamente io ci sarò. L’esperienza nell’US Lecce sarà quasi sicuramente la mia ultima nel mondo del calcio e voglio che sia vincente e più propesa verso i giovani. Visione che condividiamo con il presidente Saverio Sticchi Damiani e gli altri soci, per il bene non solo del Lecce calcio ma dell’intero territorio.