LECCE – Nel Consiglio comunale di oggi (con formula mista: solo alcuni consiglieri presenti a Palazzo Carafa e gli altri collegati da casa) sono passate le variazioni di bilancio con il voto contrario dell’opposizione, che ha polemizzato sulle risorse dei buoni spesa: la Regione ha già trasferito i soldi, ma il Comune si sta organizzando per erogarli agli aventi diritto nelle forme prestabilite dalla legge. “Nelle votazioni delle variazioni di bilancio sui finanziamenti nazionali e regionali per erogazione dei buoni spesa e per sostegno alle fasce deboli, il centro destra vota contrario senza offrire alcuna giustificazione – spiega il consigliere Pierpaolo Patti – È utile notare che si tratta di fondi che vengono trasferiti al Comune e che l’ente provvede a destinare a buoni spesa per le famiglie leccesi in difficoltà. Che potranno essere utilizzati solo grazie al voto della maggioranza consiliare. Voglio sperare che si sia trattato solo dell’ennesima gaffe di un centrodestra leccese che continua a suonare come un disco rotto i suoi ‘no a prescindere’ ad ogni provvedimento dell’amministrazione. Perfino quando si tratta di aiutare le famiglie leccesi in difficoltà. Perché francamente opporsi ai provvedimenti necessari all’erogazione dei buoni spesa non può trovare nessuna possibile giustificazione politica. Prendiamo atto, con rammarico, che in continuità con la passata consiliatura, il centrodestra di Lecce non vuole saperne di collaborare per il bene della città”.

Passa all’unanimità anche il manifesto sul diritto delle donne e per la disabilità. Semaforo verde per la mozione del consigliere Occhineri per sincronizzare gli impianti semaforici della circonvallazione di Lecce: una questione annosa, visto che l’onda verde già ai tempi dell’amministrazione Poli cominciava ad essere attuata, ma poi tutto si bloccò.

“In relazione all’approvazione della mozione Onda verde (sincronizzazione semaforica) nel Consiglio Comunale odierno, nel corso del dibattito ho puntualizzato quanto l’adozione di questo sistema debba essere contemperato a provvedimenti atti a tutelare i pedoni negli attraversamenti pedonali, più di quanto questo ulteriore passo oggi compiuto possa comportare attraverso una auspicata diminuzione media delle velocità – spiega, Lidia Faggiano, Consigliera Comunale PD e vicepresidente Vicario del Consiglio Comunale – Il tema della sicurezza degli utenti deboli si ripropone in modo puntuale quotidianamente specialmente nelle arterie cittadine, come  la vecchia circonvallazione, che maggiormente registrano interazioni tra i diversi fruitori della strada. Solo dall’equilibrio dei reciproci diritti e tutele scaturisce un livello di sicurezza percepito in modo tangibile e in grado di assicurare l’incolumità per chi è maggiormente esposto. L’obiettivo che dobbiamo prefiggerci è che questo sistema si integri ad altri interventi mirati a migliorare la percezione visiva degli attraversamenti pedonali che nel corso degli anni hanno manifestato maggiori criticità anche con esiti infausti”.

Passa anche la mozione del capogruppo Pd Antonio Rotundo per l’adesione campagna di comunicazione che nasce da una petizione di cittadini rivolta al Parlamento europeo con l’auspicio di tornare a discutere di “Repubblica federale d’Europa”: l’iniziativa si chiama “ONEurope. Same Rights, One Republic”. Saranno affisso grandi cartelli all’ingresso della città. La minoranza, però, ha stigmatizzato anche questa iniziativa, perché “era già prevista dalla senatrice Poli e oggi sarebbe più opportuna la risistemazione della cartellonistica sulle strade”.

Bocciata la mozione dove il primo firmatario Roberto Giordano Anguilla chiedeva maggiori aiuti per il commercio leccese decurtando di un dodicesimo, per marzo, aprile e maggio le imposte comunali TARI e TOSAP. Per la maggioranza non si può fare di più, oltre a quello che si è già fatto, perché non ci sono le risorse. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Giordano Anguilla ha chiarito di voler venire incontro alle attività commerciali, dopo aver scoperto che la Tosap relativa a tavolini e sedie è stata sospesa, ma non quella delle pedane. “Noi parliamo di decurtazione e non di sospensione e la chiediamo anche per i mesi di aprile e maggio” – ha spiegato. Secondo la maggioranza, non si può decurtare, ma solo sospendere un tributo che ha una valenza nazionale. Il Comune ha già eliminato i 2 dodicesimi della Tari (nella parte di sua competenza). Gianmaria Greco chiede di superare i tecnicismi. Oggi c’è la possibilità di una riduzione facoltativa e il centrodestra si dice disponibile a sostenere questa scelta. “Noi proponiamo di emendare aprile e maggio, lei proponga anche giugno”. Ma le casse non lo consentono, secondo il sindaco Salvemini: la richiesta è impercorribile per un Comune in predissesto. “I colleghi di opposizione pensano davvero di avviare un confronto serio con queste proposte? – chiede Antonio Rotundo – Gianmaria Greco, che è stato sindaco, cosa farebbe a posto di Salvemini?”. Per il capogruppo Pd l’operazione del centrodestra è pura propaganda. “La misura nazionale sulla TOSAP basta e si applica in tutti i Comuni. Per la maggioranza la mozione è superata dai fatti e dall’intervento del governo e va ritirata“. Alla fine la maggioranza ha fatto valere i numeri.

Passa all’unanimità, invece, la mozione a firma Orlando per una mensa ecosostenibile. Ritirata la mozione Pasquino per l’aumento del suolo pubblico a favore dei locali, per installare nuovi tavolini e pedane dei locali leccesi (in modo da recuperare le risorse che si perdono per garantire il distanziamento): c’è già l’intervento governativo in questo senso. La burocrazia per ottenere questi allargamenti sul suolo pubblico, secondo il DPCM, dovrebbe essere superata. Ma il consigliere di centrodestra Andrea Pasquino nella domanda d’attualità si chiede perché ci siano ancora tanti oneri burocratici a Lecce (planimetria con un tecnico specializzato e altro).

Ultimo argomento di attualità è quello relativo ai volontari impiegati contro gli assembramenti: Costantini ha ritirato la sua mozione che chiedeva di impegnare  protezione civile e percettori del reddito di cittadinanza per il rispetto del distanziamento sociale anche sulle spiagge: ci ha pensato il governo a prevedere le figure degli assistenti civici (60 mila volontari). Salvemini sembra aver cambiato idea su queste figure: all’inizio aveva qualche perplessità sulla capacità dei percettori del reddito di cittadinanza nello svolgere compiti così delicati come quello del controllo e vigilanza di spiagge e strade contro gli assembramenti.