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Giro di prostituzione in una casa vacanze? Sentenza in Appello annullata per magistrato cassazionista e moglie poliziotta in pensione

F.Oli.

LECCE – Sentenza di condanna annullata in Appello per il magistrato cassazionista leccese Pasquale Caracciolo e per la compagna Pasqua Biondi, poliziotta in pensione, originaria di Brindisi, accusati di aver gestito un giro di lucciole in una casa vacanze nel centro di Lecce. La Corte (Presidente Vincenzo Scardia) ha dichiarato la nullità della sentenza di primo grado con cui il gup Carlo Cazzella aveva condannato il 19 aprile del 2018 i due imputati a 1 anno di reclusione per favoreggiamento della prostituzione assolvendo la coppia dall’iniziale contestazione di sfruttamento della prostituzione.

E la Corte ha accolto il ricorso degli avvocati Ladislao Massari e Davide Brunelli (quest’ultimo del Foro di Perugia) che avevano evidenziato come i propri assistito fossero stati ritenuti responsabili di un reato che non era mai stato loro contestato neppure nel processo. Da qui l’impossibilità di imbastire un’adeguata difesa e la richiesta della nullità della sentenza come effettivamente disposto dalla Corte nonostante il sostituto procuratore generale Salvatore Cosentino avesse chiesto la conferma della condanna di primo grado. Gli atti sono stati ritrasmessi alla Procura che dovrà valutare se ipotizzare l’accusa di favoreggiamento. In caso contrario potrebbe essere emesso un decreto di archiviazione. Nell’appello la difesa ha sostenuto inoltre che i due imputati, a causa del brevissimo periodo in cui erano stati in contatto con le prostitute, non si erano accorti di nulla e che comunque quei servizi accessori erano forniti a tutti i turisti.

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Ricordate la vicenda? L’indagine, che si è avvalsa delle dichiarazioni di due ospiti ascoltate con la forma protetta dell’incidente probatorio, è stata condotta dagli agenti della Squadra mobile di Lecce. Gli accertamenti sono stati avviati grazie alle molteplici segnalazioni che riferivano di un giro di prostituzione di giovani straniere (di nazionalità venezuelana, colombiana e rumena) in uno stabile formalmente adibito a “casa vacanze” e bed and breakfast nonostante all’esterno mancasse qualsiasi insegna.

I condomini lamentavano un continuo viavai di uomini che sostavano per pochi minuti davanti all’immobile per poi accedere ed uscire dopo poche decine di minuti. Sono così scattati gli accertamenti. I poliziotti si sono appostati. Con discrezione e sotto traccia hanno rilevato un continuo avvicendarsi di visitatori in una sorta di staffetta continua. In circa tre mesi i poliziotti avrebbero appurato come all’interno dell’immobile si svolgesse un’attività di prostituzione a tutte le ore.

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Un sofisticato sistema di videosorveglianza garantiva il controllo degli accessi monitorando eventuali intrusioni. La coppia di insospettabili avrebbe garantito alle escort tutti i comfort per offrire un soggiorno tranquillo. Gli incontri, invece, venivano pubblicizzati su un sito internet. Nel frattempo rimane sempre in piedi il procedimento disciplinare nei confronti del giudice sospeso dalle sue funzioni dal Csm.

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