HomePrima PaginaCorvino: “Nessuno è incedibile”. Per Baroni giorni decisivi

Corvino: “Nessuno è incedibile”. Per Baroni giorni decisivi

Di Valeria Coi

Corvino attende di sapere se la società utilizzerà parte delle risorse della A per i debiti, dopo di che si valuterà il rinnovo di Baroni e le altre operazioni, comprese le possibili cessioni di Hjulmand e Strefezza.

Nessun giocatore è incedibile, la società traccerà le linee guida da seguire e Corvino, insieme a Trinchera, opereranno nel rispetto delle cooordinate fornite dall’US Lecce.

Nella conferenza stampa di chiusura campionato, Il direttore dell’Area tecnica del Lecce Pantaleo Corvino è chiaro.

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Fatto il grande salto, ora arriva il momento della programmazione per una serie A che la società ha dichiarato di voler difendere. Il volto del direttore dell’Area tecnica Pantaleo Corvino è disteso e i toni molto più pacati rispetto all’ultima conferenza, quella relativa all’episodio del Vicenza.

“Il rischio era di perdere 40-50 milioni di euro che possono rappresentare la sopravvivenza per una società e non è poco. Motivo per cui nei giorni dopo Vicenza ero molto più agitato”.

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Il punto sulla situazione

“Diciotto mesi fa, quando sono arrivato, siamo partiti siamo per raggiungere degli obiettivi e ci siamo dati una strada. A volte non è importante raggiungere l’obiettivo, ma sapere qual è la strada da percorrere. Abbiamo scelto la strada più difficile, più tortuosa, abbiamo detto in linea generale: no ai prestiti, no ai debiti. Qualcosa si è alterata, c’era in atto una pandemia, senza tifoseria, senza pubblico. Questo ha causato dei danni, economici che non erano preventivabili. Abbiamo detto sì alla patrimonializzazione, ai giovani in rosa e al settore giovanile, che è al centro del progetto strategico. Ritrovare il settore giovanile che nel mio primo ciclo era ai livelli europei, in quelle condizioni in A2, non è stato facile. Ora stiamo cercando di mantenere la A1 e speriamo di riuscirci. Il club è antico, ma la società è molto giovane. Sto mettendo la mia esperienza a disposizione, impiego degli uomini, strutture, attrezzature. Molte cose si vedono, altre sono ancora nascoste e devono venire fuori. Questa è la dimostrazione che non sono venuto qui per pettinare le bambole, ma per dare risalto a ciò che si è fatto e che si doveva fare. Con molto coraggio abbiamo detto come stavano le cose e ci siamo presi tre anni per raggiungere l’obiettivo della serie A. Se avessi saputo che ci saremmo trovati con una serie B diversa, con proprietà straniere e italiane tra le più facoltose, non mi sarei azzardato a dire una cosa del genere. Quando sono partito pensavo di avere a che fare con una sola proprietà importane: il Monza. Invece dal Pisa, Como, Monza, Parma; sono tutte squadre che hanno proprietà facoltose e che hanno speso tanto; noi, invece, risultiamo tra il settimo ottavo monte ingaggi. Abbiamo formato un gruppo forte, un bel gruppo sotto l’aspetto caratteriale, questo significa che abbiamo scelto uomini, non solo calciatori. Siamo una squadra che non ha avuto nemmeno una espulsione, oltre che ad essere la migliore difesa, miglior differenza reti e il secondo attacco del campionato”.

Corvino ha creato una squadra andando a pescare in mercati diversi, di certo inusuali, creando una rosa competitiva, rispettando i limiti riguardanti i paletti economici richiesti dalla società, con l’obiettivo della patrimonializzazione:

“La seria A che andiamo ad affrontare è un animale diverso dalla serie B, le nostre risorse non sono tante… voi vi preoccupate se un giocatore rimane, ma noi siamo responsabili di una piramide della quale bisogna tener conto per capire come andare avanti. Abbiamo poco tempo, ho chiesto quanto prima possibile condizioni e programmazione con le coordinate tutte, per poi cercare di mettere i tasselli perché di tempo ce ne vuole. Bisogna capire se le risorse della serie A saranno utilizzate, in parte, per i debiti o se i soci ripianeranno i debiti di tasca loro; perché in questa seconda ipotesi, avremo più risorse per operare”.

In questi mesi si è già parlato dell’interesse verso il centrocampista Hjulmand da parte di grossi club, come Juventus e Inter, così come della probabile partenza dell’esterno offensivo Strefezza. Le cessioni fanno parte del mercato e a volte sono propedeutiche alle acquisizioni, soprattutto per le società più piccole. Per il mercato del Lecce nessuno è incedibile:

“Noi abbiamo voluto essere coerenti, mentre gli altri alzavano il monte ingaggi, noi lo abbiamo dovuto abbassare. L’elenco dei calciatori che ho pagato sono pari a quanto mi è entrato.
Vendere Henderson mi è servito per il settore giovanile. È stata un’impresa la nostra… e questo mentre gli altri alzavano il tiro. Noi siamo un club che non può permettersi di dire che abbiamo giocatori incedibili. Siamo coscienti delle nostre risorse, ma questo non vuol dire che siamo disponibili per tutti”.

Gabriel è in scadenza e non ha rinnovato. Si attendono notizie anche per il rinnovo di Baroni.

Al mio ritorno a Lecce, capendo che tornavo dopo un trascorso differente così come lo era lo spogliatoio, mi sono sforzato di adattarmi a quello spogliatoio, perché ero arrivato dopo. E ho avuto delle difficoltà ed è normale. Quindici calciatori della serie a sono andati via. Gabriel è stato tra quelli rimasti e mi è rimasto come pezzo di cuore per tanti motivi, più di tutti gli altri. Per come si è comportato e per il professionista che è stato.
Ho chiamato, quest’inverno, Gabriel, Coda e Lucioni e ho chiesto loro di prolungare. Con Lucioni e Coda abbiamo finalizzato. Gabriel ha detto che aveva bisogno di tempo, pur avendo un legame affettivo. C’è stata sincerità. Così come lui dice che potrebbe decidere di cogliere altre opportunità, anche il club si deve tutelare per non rimanere con il cerino in mano. Mi incontrerò con il suo agente, io dirò cosa abbiamo pensato noi e loro cosa hanno pensato loro. Per quanto riguarda Baroni, il suo rinnovo eventuale è legato alle coordinate che la società darà prossimamente. Il tempo a disposizione è poco, sopratutto quest’anno (il campionato prenderà il via il 14 di agosto a causa della lunga sosta invernale per i Mondiali in Qatar ndr).

Grande soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa anche del DS Trinchera:

“Il campionato non è stato semplice, però c’è stato un periodo in cui abbiamo dominato il Monza e il Parma. Sul campo abbiamo sempre dimostrato grandi valori tecnici e in quelle due partite mi sono accorto che avremmo dato filo da torcere a tutti. Il segreto di questa promozione è stato il gruppo, elemento chiave. È stato fatto un lavoro eccellente da tutti i punti di vista. Anche l’ambiente ha apprezzato molto il senso di appartenenza, costante, della squadra che non si è mai risparmiata. E di conseguenza la tifoseria ha riconosciuto grande valore a quei ragazzi”.

 

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