HomeAttualitàSquinzano come Napoli? Di nuovo liquefatto il sangue di San Vito

Squinzano come Napoli? Di nuovo liquefatto il sangue di San Vito

Squinzano (Le) – Ieri mattina, poco prima delle 11, le campane della chiesa matrice hanno suonato a festa annunciando il rinnovo di un prodigio segno tangibile del legame che unisce la città al suo antico protettore.

Racconta Don Alessandro Scevola, testimone diretto del fenomeno straordinario, – oggi memoria di San Vito martire, secondo alcune fonti, antico patrono della nostra città, mentre nella piazza e nei locali della parrocchia centinaia di ragazzi e giovani stavano vivendo una forte esperienza di comunità, nel silenzio dell’antica chiesa matrice, la reliquia del San Vito veniva prelevata dalla piccola nicchia al lato sinistro dell’altare maggiore per essere intronizzata e poi essere venerata nel giorno della festa del santo”.

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“In verità – prosegue don Alessandro -, era da un po’ di giorni che la reliquia era tenuta sotto osservazione da me e dal viceparroco dal momento che già lo scorso anno avevamo notato come proprio in questo giorno il colore del sangue fosse divenuto ancora più scuro e intenso passando da uno stato solido ad uno stato liquido. Ma nei giorni scorsi, anche agitando la reliquia, essa non cambiava né forma né colore. Oggi, invece, alle 10.45 prendendo in mano l’antica reliquia la grande sorpresa nel vedere che il sangue si era nuovamente liquefatto” .

“Questa sera alle 19 celebreremo una messa solenne con la presenza di tutti i bambini e dei giovani del Grest. E al termine saranno proprio i ragazzi a riportare in spalla l’antica statua di San Vito nella chiesa di San Giovanni dove è conservata tutto l’anno”.

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La statua di San Vito, realizzata da autore ignoto all’inizio del ‘900 è infatti collocata in una nicchia nella parte destra del presbiterio della chiesa di San Giovanni. Ma anche in chiesa madre vi sono tracce dell’antica devozione: nella parte destra del cappellone della Madonna del Rosario, vi è un ovale raffigurante il santo martire. Il dipinto ripropone l’iconografia convenzionale del santo, invocato contro il morso di animali idrofobi e velenosi.

Secondo le fonti storiche, nel 1801, in seguito ai restauri finanziati dalla nobildonna Maria Giuseppa De Paulo, nativa di Galatone, ma domiciliata a Squinzano, la chiesa fu arricchita da numerose reliquie: dal tesoro di San Cataldo in Taranto,  ad esempio, nel 1814, per interessamento di don Giuseppe Perrone, fu traslato un ostensorio con un’ampolla contenente il sangue di San Vito martire. Da allora ogni anno la reliquia conservata in una piccola nicchia sulla parete sinistra dell’altare maggiore, viene esposta il 15 giugno di ogni anno. I più anziani ricordano che, nel secolo scorso, la reliquia veniva portata in processione fino all’incrocio tra Via San Giovanni e Via San Vito, dove anticamente c’era un pozzo: qui venivano benedette le acque che poi venivano utilizzate per allontanare le malattie soprattutto quelle provocate dal morso delle vipere.

vai al video: https://www.facebook.com/corriere.salentino/videos/688357175563591

 

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