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Ammanco nelle Poste di quasi 250mila euro: ex direttrice condannata a 4 anni e mezzo

DISO/CASTRO (Lecce) – C’è il sigillo della Cassazione nell’inchiesta sul maxi ammanco nelle casse delle Poste di quasi 250mila euro. I giudici della sesta sezione della Superma Corte hanno confermato la condanna d’appello a 4 anni e 6 mesi di reclusione a carico di Anna Maria Frisullo, 58 anni originaria di Diso, ex direttrice dell’ufficio postale di Castro. Gli ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa (avvocato Fritz Massa) confermando il risarcimento in favore dei correntistiassistiti, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Pilon, Luigi Fersini, Dimitry Conte e Marcello Urso.

Le indagini sono state condotte dagli ufficiali della squadra contro i reati della Pubblica amministrazione della sezione di pg della polizia. Anomalie e prelievi sono venuti alla luce sulla scorta delle segnalazioni di alcuni cittadini. Diversi e numerosi gli ammanchi segnalati in un periodo piuttosto breve. Tra l’inverno e la fine del 2015. Libretti postali trattenuti per poi effettuare prelievi all’insaputa dei risparmiatori.

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E poi buoni fruttiferi riscossi per conto di alcuni clienti. L’ex direttrice era accusata di aver sottratto 26mila euro dalla cassaforte dell’ufficio postale e 46mila euro dal cassetto automatico. Ci sono, poi, le operazioni di prelievi dai libretti dei risparmiatori. L’ex direttrice, inoltre, avrebbe avuto in consegna tre libretti postali da una cittadina di cui uno cointestato con la figlia e due con il marito defunto. La Frisullo avrebbe trattenuto i libretti effettuando quattro prelievi di denaro per un ammanco di circa 12mila euro. Anche alcuni noti esercizi commerciali della zona hanno lamentato diverse anomalie.

Gli accertamenti, di natura economica, sono stati lunghi e complessi. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai movimenti e ai flussi di denaro sospetti con acquisizioni di documentazione estese anche nell’ufficio postale. In primo grado, davanti all’allora gup Vincenzo Brancato nel processon in abbreviato, l’ex direttrice incassò una condanna a 6 anni di reclusione riqualificata a 4 anni e 6 mesi in appello quando i giudici riqualificarono tre episodi di frode informatica in indebito utilizzo di carte di credito.

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