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“Tra le pieghe del Barocco, Bach e il respiro del Bayan” mercoledì 22 giugno la cavea del Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce

LECCE – “Tra le pieghe del Barocco, Bach e il respiro del Bayan” è un mediometraggio prodotto nel 2020 a cura di Michele Bianco. Verrà presentato mercoledì 22 giugno alle ore 18:30 presso la cavea del Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce. Nella stessa serata sarà presentato il disco “Silhouetten”, pubblicato da Da Vinci- Publishing, che vede Michele Bianco all’Accordion solo.

 

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Il mediometraggio ripercorre ed intreccia la storia del Barocco Leccese, un periodo storico-culturale, la musica di J. S. Bach, e lo strumento che lo stesso Bianco suona, il bayan.

Musica, immagini e parole sono il punto d’incontro di questi tre “universi”, come li definisce il Prof. Giacomo Fronzi, tenuti insieme dalla tessitura polifonica riprodotta dal bayan e dalla maestria di Bianco.

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Michele Bianco esegue un preludio e fuga in Fa# maggiore BWV 858 registrato nel cuore della città, all’interno del Duomo di Lecce, insieme agli interventi del prof. Giacomo Fronzi che spiega e ripercorre le fasi del Barocco Leccese, di J. S. Bach e la storia del Bayan.

“Silhouetten” è il primo lavoro discografico solistico di Michele Bianco pubblicato dall’etichetta discografica “Da Vinci Publishing” nel 2021.

In questo disco dai contenuti così diversificati, Bianco propone la sua dimostrazione di una tesi che potremmo formulare così: il discorso musicale è una galleria di “silhouetten” che assume il proprio senso complessivo sottraendosi al silenzio, così come la “silhouette” si sottrae alla luce.

La parabola disegnata da Bianco va da Bach a Hermosa, quindi dal Sei-Settecento ai giorni nostri. Questa scelta risponde anche all’esigenza, tra le altre, di dimostrare come il bayan (brevettato nel 1907), sia uno strumento estremamente versatile, capace di offrire interessantissime soluzioni timbriche in relazione a pagine scritte a secoli di distanza.

Il disco, quindi, non costituisce soltanto una prova strumentalmente e interpretativamente di alta fattura, per il valore del giovane e talentuoso Michele Bianco, ma rappresenta un’ulteriore dimostrazione delle eccezionali caratteristiche del bayan.

Esibendo un controllato virtuosismo, Michele Bianco percorre con sicurezza i diversi sentieri di un paesaggio multiforme, che va da Bach ai giorni nostri, per un verso, esaltando l’eccezionale versatilità del bayan e, per altro verso, dimostrando la propria piena maturità nel saper sfruttare ogni possibilità offerta da questo strumento, in termini tecnici e poetici.

L’evento sarà presentato dalla Prof.ssa Roberta Santoro, interverranno il Prof. Giacomo Fronzi, il M° Germano Scurti e Michele Bianco con i saluti istituzionali del Direttore M° Giuseppe Spedicati e dell’Assessora alla Cultura, Arch. Fabiana Cicirillo.

 

Ingresso libero

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