di Francesco Oliva

MAGLIE (Lecce) – Quattro contro uno per vendicare presunte molestie sessuali subìte da una loro amica. Con tanto di insulti xenofobi ai danni di un giovane africano. Un tema caldo e di stringente attualità alla luce degli ultimi fatti di cronaca sul territorio nazionale. Due presunti componenti del branco sono stati identificati e denunciati. Si tratta dei cugini M.C., di 26 anni e M.C., di 27, entrambi di Maglie. I loro nomi compaiono nell’avviso di chiusura delle indagini preliminari fatto notificare dal sostituto procuratore Donatina Buffelli. La vittima è K.P. Si tratta di un giovane di origini africane senza fissa dimora. Il pestaggio, cui avrebbero partecipato altri due soggetti non ancora identificati, si sarebbe verificato a Maglie il 30 settembre del 2015 nei pressi di un locale come riportiamo in anteprima.

Il “branco”, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, avrebbe organizzato una spedizione punitiva ai danni del giovane africano accusato di aver tentato ore prima un approccio con una loro amica. Ore dopo i due cugini avrebbero atteso il ragazzo di colore per impartirgli una sonora lezione. Non erano soli. Con loro erano presenti altri due soggetti non identificati. Quattro contro uno per ribadire la logica e la forza del branco. Tutt’altro che un’azione eroica e di cui andare fieri. Il cittadino africano sarebbe stato avvicinato, minacciato e infine aggredito: “Stai zitto, non devi parlare perchè non stai a casa tua e tornatene in Africa” con sfumature e toni xenofobi. Poi sarebbe scattato il pestaggio a colpi di spranghe in ferro.

La vittima riportò diverse lesioni: un trauma cranico facciale; una vasta ferita in testa; escoriazioni al polso e una contusione alla gamba sinistra. Il giovane venne refertato e medicato presso l’ospedale di Scorrano con una prognosi di dieci giorni. Subito dopo raggiunse la caserma dei carabinieri della Compagnia di Maglie per denunciare l’accaduto. I militari esibirono le foto di alcuni sospettati e il giovane africano identificò due dei suoi presunti aggressori. L’avviso di chiusura consentirà ora agli indagati di chiedere di essere interrogati o di presentare memorie difensive in attesa che il pm formalizzi la richiesta di rinvio a giudizio. Sono difesi dall’avvocato Arcangelo Corvaglia. Nel frattempo è caccia agli altri componenti del branco che non hanno esitato ad impugnare spranghe di ferro per farsi giustizia da dè.