di Oronzo Perlangeli

“I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.” (cit. Sandro Pertini)

Squinzano (Lecce) – Sulla strada che porta al dieci giugno, abbiamo incontrato Michele Maggio, sindaco a soli 27 anni eletto nel 1993 con una lista progressista e che ha guidato il paese per un decennio lasciando buon ricordo di sé nei cittadini e scompaginando con la sua candidatura i piani dei due maggiori candidati alla vittoria nelle amministrative 2018.

Dopo di lei il centrosinistra non ha più avuto particolari successi elettorali, si ripresenta ai suoi concittadini dopo quindici anni di assenza quasi totale dalla scena politica oggi, quale candidato sindaco per la sua area storica, quali sono i motivi che l’hanno spinta a questa non facile decisione?

“Il disfacimento, materiale e morale, in cui il nostro paese è stato precipitato da anni; la consapevolezza che, per porvi rimedio, lamentarsi non basta, ma bisogna agire; la cortese insistenza di un gruppo di giovani di buona volontà”.

Sia a livello locale che nazionale, la politica è notevolmente cambiata, infatti molte le liste civiche trasversali che hanno preso il posto delle tradizionali liste di partito o di coalizione. A Squinzano in alcune di queste sono presenti alcuni dei suoi ex assessori direttamente o indirettamente e parenti di esponenti della vecchia guardia che gravitano nell’area di centrosinistra. Lei come si spiega questo fenomeno?

“L’annientamento dei partiti (che non erano un’invenzione diabolica, ma sono previsti dalla Costituzione) ha prodotto guai ancora peggiori della “partitocrazia”; oggi, a venticinque anni di distanza, ne vediamo pienamente gli effetti, primo fra tutti la degenerazione del confronto politico ad una contrapposizione personale, sterile, priva di contenuti e di valori. In questo quadro desolante, può accadere che le persone si collochino dove a loro fa più comodo, per ragioni che di “politico” non hanno un bel niente; alla fine, banalmente, penso che chi si somiglia, si piglia”.

Insieme ai suoi compagni d’avventura, avete pensato a quello che fareste in caso di vittoria per contribuire a realizzare la Squinzano che vorreste?

“Prima di dire che cosa vogliamo fare, dobbiamo dire come lo dobbiamo fare: l’amministrazione della Cosa Pubblica deve essere imparziale e puntare al buon andamento; i titolari di cariche devono comportarsi con disciplina ed onore: ancora una volta rubo le parole alla Costituzione per esprimere principi che, a Squinzano, sembrano lontanissimi dall’essere attuati; senza il loro rispetto, non si fa niente”.

Alla luce di quanto accaduto al consigliere Longo, che tipo di campagna elettorale si augura e augura agli altri candidati sindaci?

“Mi dispiace per quanto è accaduto, lo considero grave, mi auguro che non abbia relazione con la campagna elettorale e spero che i responsabili siano puniti; per le imminenti elezioni, spero nell’espressione di un consenso genuino, libero da condizionamenti e da voti di scambio che troppo a lungo hanno inquinato la nostra comunità”.

 

 

 

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