LECCE – Da alcuni giorni tra gli uffici e i corridoi della Procura si respira un’aria diversa. Di cambiamento e di malinconia dopo l’addio del luogotenente Giuseppe Belcastro trasferito di recente a Brindisi per motivi familiari. Una presenza costante, quotidiana, per chi ha avuto il piacere di conoscere il carabiniere in questa lunga esperienza leccese. Sempre sorridente, solare, ha prestato servizio per circa 20 anni nel palazzo di viale De Pietro. E’ riuscito a coniugare professionalità e spensieratezza in un ambiente, in cui è più facile incrociare uno sguardo austero che un sorriso in piena bagarre tra carte, processi e relazioni da scrivere. E poi quella passione sfrenata per i colori nerazzuri: quelli dell’Inter, la squadra del suo cuore, sempre amata così come recita l’inno della squadra milanese. Un amore talmente viscerale che il rientro a lavoro ogni lunedì, spesso, era condizionato dal risultato del week end.

“Devo dire che vent’anni trascorsi a Lecce”, dichiara il luogotenente, “mi hanno sicuramente arricchito dal punto di vista umano e professionale avendo lavorato a mò di “coniugio” con magistrati di altissimo spessore come il Procuratore Cataldo Motta e il sostituto procuratore Stefania Mininni“. Il trasferimento in quel di Brindisi è il giusto coronamento per una lunga carriera nell’Arma dopo aver girato in lungo e in largo mezza Italia impreziosita da una laurea in Scienze dell’Amministrazione presso l’Università di Siena con una votazione di 100 su 110 e un master in Criminologia.

Tra l’87 e l’89 Belcastro, originario di San Vito dei Normanni (comune in provincia di Brindisi), è stato comandante interinale nei vari comandi stazione della provincia di Messina; successivamente in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria dell’Aliquota dei Carabinieri presso la Pretura Circondariale di Bari dal 12 febbraio 1990 al 1998 distinguendosi in varie operazioni per le quali il Procuratore Capo ne ha richiesto encomi. Poi il trasferimento presso la Procura di Lecce dove ha affiancato il sostituto procuratore Francesca Miglietta prima di specializzarsi nei reati contro  le cosiddette “fasce deboli” al fianco di uno dei magistrati più preparati come il pm Mininni.

Un’esperienza talmente gratificante da essere invitato in numerosi convegni come relatore per parlare di un reato estremamente odioso come lo stalking. Ora, in concomitanza con un notizia piacevole, Belcastro è rientrato a Brindisi per occuparsi sempre di fasce deboli ed essere più vicino a casa. Nonostante il distacco, però, siamo certi che il ricordo dei magistrati, colleghi e amici conosciuti nell’esperienza leccese rimarranno per sempre nel suo cuore.