di F.Oli. 

SQUINZANO (Lecce) – Sono ventiquattro le condanne rideterminate nel processo d’appello scaturito dalle inchieste sui clan del nord Salento smantellati con le operazioni “Vortice Déjà-vù“Paco” e “Déjà-vù ultimo atto”. I giudici di secondo grado (Presidente Carlo Errico) hanno rideterminato la pena a 18 anni a Sergio Notaro, 57 anni, di Squinzano, assolto dall’accusa di essere il mandante del tentato duplice omicidio ai danni di Marino Manca e Luca Greco (parte civile con l’avvocato Maurizio Scardia) e dal ruolo di capo promotore di un’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio; (ammontava a 20 anni la condanna di primo grado). Notaro era difeso dagli avvocati Viola Messa e Alberto Egidio Gatto. Ridotta a 11 anni e 10 mesi di reclusione per Gianluca Candita, 45 anni, di Torchiarolo, accusato anche di tentato omicidio, (14 anni e 4 mesi); 7 anni e 6 mesi a Fabio Caracciolo, 35, di Squinzano, (6 anni e 4 mesi); 6 anni e 4 mesi e 20mila euro di multa per Patrick Colavitto, 37, di Brindisi, assolto da un capo d’imputazione per non aver commesso il fatto, (8 anni e 8 mesi); 4 anni e 8 mesi e 20mila e 800 euro di multa per Damiano De Blasi, 27, di Trepuzzi, (6 anni e 2 mesi), assolto da un capo d’imputazione perchè il fatto non sussiste; 8 anni e 2mila e 200 euro di multa per Danilo Campanella De Santis, 45, di Squinzano, (6 anni e 6 mesi).

Quattro anni e 2 mesi e 20 giorni di reclusione oltre a 13 mila euro di multa a Liliana De Tommasi, figlia del boss Gianni De Tommasi, 28 anni, di Lecce, (5 anni); 8 anni ad Angelo Di Pierro, 26, di Taranto, (8 anni e 8 mesi); 4 anni e 10 mesi e 18mila euro di multa a Salvatore Elia, 36, di Squinzano, (5 anni e 8 mesi); 5 anni e 8 mesi e 22mila euro di multa a Luca Mita, 32, di Lecce, (6 anni e 4 mesi); 12 anni con l’esclusione della posizione di promotore di un’associazione a delinquere dedita allo spaccio per Roberto Napoletano, 32, di Squinzano, (16 anni); 6 anni e 8 mesi a Cosimo Emiliano Palma, 34enne, di Squinzano, (4 anni e 4 mesi); 6 anni,1 mese e 10 giorni per Antonio Pierri, 33, di Squinzano, (4 anni e 4 mesi); 20 anni a Cyril Cedric Savary, 41enne, di nazionalità francese; 9 anni e 8 mesi e 10mila euro di multa a Paolo Scazzi, 28enne, di Squinzano, (8 anni); 4 anni e 8 mesi e 3mila euro di multa per Andrea Spagnolo, 40, di Squinzano, (3 anni) così come per Vincenzo Stippelli, 38, di Squinzano, (3 anni); 3 anni e 8 mesi e 2mila e 600 euro di multa a Gianluca Tomborrini, (2 anni e 4 mesi); 5 anni e 8 mesi e 18mila euro di multa per Francesco Taurino, 32, di Campi Salentina, (6 anni e 4 mesi); 6 anni e 4 mesi e una multa di 19mila euro a Luigi Taurino, 52, di Campi Salentina, (7 anni); 9 anni e 4 mesi di reclusione a Giovanni Tramacere, 42, di San Pietro Vernotico, (11 anni e 8 mesi); 5 anni e 6 mesi e 18mila euro di multa a Walter Tramacere, 40, di Squinzano, (6 anni e 4 mesi); 3 anni, 1 mese e 10 giorni e 1800 euro di multa ad Andrea Valentino, 33 anni, di Squinzano, (1 anno e 8 mesi); 9 anni e 4 mesi a Emiliano Vergine, 41, di Trepuzzi, (10 anni e 8 mesi).

I giudici hanno confermato le condanna a 20 anni a Gaetano Diodato, 48, di Taranto;  14 anni a Marino Manca, 46enne, di Squinzano; 9 anni a Fathi Rahmani, 32enne, di nazionalità francese; 8 anni e 10 mesi a Stefano Renna, 38, di Lecce; 8 anni e 8 mesi a Angelo Napoletano, 42, di Squinzano; 7 anni e 8 mesi a Stefano Guadadiello, 33, di Squinzano; 7 anni e 4 mesi a Saida Bruni, 23, di Squinzano; 7 anni ad Alberto Russo, 32, di Campi Salentina;  6 anni e 8 mesi a Mario Sirsi, 28, di Brescia, concesse le attenuanti generiche; 4 anni e 6 mesi ad Alessandra Bruni, 26enne di Squinzano; 6 anni e 4 mesi ad Alessandro Caracciolo, 55, di Monteroni; 4 anni a Vincenzo Carone, residente a Monza, di 59 anni; 6 anni e 8 mesi a Simone Casilli, 31, di Squinzano, concesse le attenuanti generiche; 6 anni e 6 mesi a Ivan Miglietta, 38, di Lecce; 6 anni e 3 mesi a Ilde Saponaro, 61, di Lecce; 6 anni ad Antonio Pellegrino, 43, di Squinzano così come per il fratello Patrizio Pellegrino, 46; 5 anni e 2 mesi ad Antonio Serratì, 43, di Squinzano; 3 anni e 8 mesi ad Emanuela Spalluto; 32, di Squinzano; 3 anni e 4 mesi a Franco Pierri; 3 anni a Gianluca De Blasi,  43 anni, di Novoli; 3 anni ad Andrea Pierri, 29 anni, di Squinzano; 2 anni a Vladimiro Cassano, 53, di Squinzano; 2 anni ad Antonietta Ceschi, 45, di Squinzano, concesse le attenuanti generiche; 2 anni ad Antonella Notaro, 53, di Squinzano; 1 anno e 8 mesi a Nicola Pierri, 36, di Squinzano; 1 anno e 6 mesi a Stefania Viterbo, 53, di Novoli; 1 anno e 6 mesi a Gianluca Levante, 43, di Trepuzzi; 1 anno e 6 mesi a Giuliano Fabio Marra, 56, di Squinzano; 1 anno a Mario Conte, 36, di Squinzano; 8 mesi a Stefano Napoletano, 32, di Squinzano;

In primo grado erano stati assolti Alessandro Bruni, 25, di San Pietro Vernotico, assolto con formula piena dal reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; Francesco Ceschi, 46, di Brindisi, Alessio Fortunato, 34, di Squinzano, Annamaria Lamarina, 44, di Squinzano, Giosuè Primiceri, 56, di Trepuzzi, Giuseppe Ricchiuto, 28, di Torchiarolo; Massimiliano Ruggio, 47, di Squinzano; Anna Ursino, 47, di Squinzano e Luigi Vergine, 43, di Campi Salentina.

L’indagine “Déjà vu”, cui è poi seguita quella denominata “Vortice”, è stata coordinata dagli allora sostituti procuratori Guglielmo Cataldi e Giuseppe Capoccia (ora rispettivamente procuratore aggiunto della Dda di Lecce e Procuratore capo a Crotone) è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce insieme agli uomini del Ros di Lecce, supportati dai colleghi del Reparto operativo e della Compagnia di Campi Salentina. Gli investigatori hanno tracciato le nuove rotte del traffico di droga tra il nord Salento, passando per Brindisi, Taranto e Lecce. Gli interessi per gli affari illeciti hanno portato ad una fase di pax mafiosa in cui l’ascia di guerra è stata sotterrata per adottare la strategia dell’inabissamento, di accordi e alleanze anche fra gruppi un tempo in guerra.

L’inchiesta ha consentito di smantellare un presunto sodalizio specializzato nello spaccio attivo a cavallo fra le due province di Brindisi e Lecce. Nelle pieghe dell’inchiesta, inoltre, comparivano i dettagli sul duplice tentato omicidio di Marino Manca e Luca Greco avvenuto nel settembre del 2012. L’agguato sarebbe maturato nell’ambito della lotta per il controllo a Squinzano e nelle zone limitrofe dell’attività di spaccio. Un regolamento di conti commissionato da Sergio Notaro accusa però caduta nel processo d’appello.

Il collegio difensivo era completato dagli avvocati Antonio Savoia, Cosimo Casaluci, Giuseppe Presicce, Rita Ciccarese, Andrea Starace, Francesco Tobia Caputo, Gabriella Mastrolia, Pantaleo Cannoletta,  Angelo Vetrugno, Ladislao Massari, Paolo Cantelmo, Antonio Romano, Giuseppe De Luca, Donata Perrone, Carlo Reho, Luigi Ingrosso, Benedetto ScippaLaura Minosi, Francesco D’Agata, Giuseppe Talò, Francesca Conte, Giancarlo Dei Lazzaretti, Fulvio PedoneAlessandro Costantini Dal Sant, Alexia Pinto, Cosimo Rampino, Paolo Spalluto, Elvia Belmonte, Silvio Caroli, Mario Ciardo, Michele Palazzo, Cosimo Casaluci, Andrea Capone, Cosimo Castriganò e Ivan Feola.

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