LECCE – Non sarà facile per il nuovo presidente Maurizio Maglio, noto imprenditore del settore dolciario, riportare serenità in Confcommercio, dopo anni di scontri e veleni. La gestione commissariale è finita, anche se qualcuno ha chiesto violentemente di bloccare le elezioni durante l’assemblea. Ma il commissario ha spiegato che, se la magistratura lo riterrà annullerà queste elezioni: intanto, però, sono da ritenere valide e legittime queste consultazioni. Le accuse sono sempre le stesse: ingerenze degli amministrativi nella campagna elettorale. Ma intanto oggi Maglio viene eletto presidente con 454 voti, contro i 309 Pasca. I soci non sono più gli 11 mila di un tempo: ora si tratta di poco più di mille aderenti. C’è molto da fare per il nuovo presidente. La pacificazione sembra ancora lontana e c’è chi aspetta il verdetto dei tribunali.

“Il  10% il 20% … era questa la ‘commissione’ che per obbligo morale e materiale si riconosceva a Confcommercio Lecce sui finanziamenti della Camera di Commercio seguiti dall’apparato – attacca su Facebook Roberta Mazzotta – Quella percentuale non serviva per dare né sostegno né forza agli interessi ed ai bisogni delle imprese, ma serviva invece per assumere parenti amici e far lievitare in modo sproporzionato e all’insaputa di tutti il compenso del direttore. Forse questo uno dei motivi di tanto accanimento… Per smantellare questo stesso sistema che fino ad oggi ha regnato nella mediocrità più totale, deludendo le tante aspettative delle buone imprese consigliavo vivamente di votare per l’alternativa concreta spezzando quella pericolosa continuità sostenuta dall’apparato – come emerso dalla denuncia pubblica di questi giorni. Pertanto il mio voto non poteva che andare al Tandem del Rinnovamento Maurizio Pasca e Corrado Iurlano. E non è un caso che nella lista del candidato Maglio, silente per eccellenza, figurino nomi dei BENEFICATI come chi percepisce 30.000 per ‘portare la voce’ o chi ha collezionato contributi per centinaia di migliaia di euro l’anno di soldi pubblici, grazie ai favori di questo sistema di potere”.

Ma anche su queste accuse sarà guerra aperta nei tribunali tra le due fazioni. La pacificazione dei componenti sarà un’impresa durissima per il nuovo presidente.