LECCE – Tutti pronti a correre, ma ci sono troppi aspiranti sindaci: tanti candidati di movimenti civici, spesso di facciata, con un consenso poco misurabile. Il civismo certe volte trasformista che punta a consolidare la posizione di un leader e che qualche volta, invece, è voglia sincera di partecipazione dal basso. Ad ogni modo Carlo Salvemini non ha fatto in tempo a sgombrare l’ufficio che già si accavallano le ondate di candidati civici e non. Cominciamo dai non civici: l’eterna Adriana Poli Bortone incombe in ogni elezione, ma Forza Italia avrebbe addirittura Paolo Pagliaro da proporre. Poi, c’è Saverio Congedo proposta stroncata nelle passate elezioni dalla guerra fratricida che è scoppiata nel centrodestra, ma anche dall’improvvisa idea di candidare Mauro Giliberti.

Tutti hanno un candidato per quanto riguarda i civici: MoviMenti ha messo in campo Daniele Montinaro, poi circola anche il nome di Ugo Lisi. Poi, ci sono tante altre candidature in campo. Tutti vogliono  alzare la posta minacciando di candidarsi a sindaco di Lecce. Inoltre, c’è anche il problema primarie: Forza Italia ha quattro consiglieri uscenti e non ne vuole sapere.

Siccome ci sono già troppe fughe in avanti Bernardo Monticelli Cuggiò chiede a tutti di fare un passo indietro: “Avrei preferito attendere, ancora un po’, prima di esprimere la mia opinione ma leggere le esternazioni dei sempre più numerosi aspiranti Sindaco impone, a mio modesto parere, una seria riflessione.

Innanzitutto per ricordare che i diciassette consiglieri comunali, che hanno, doverosamente ed in maniera definitiva, messo fine all’amministrazione Salvemini, hanno stretto un accordo tra galantuomini, prevedendo che bisognasse, innanzitutto, aprire una riflessione, al proprio interno, sul futuro candidato sindaco, prima di aprirsi a qualsivoglia “benedizione” o scelta esterna.

Quindi, pur essendo assolutamente legittimo che tutti, partiti e movimenti civici riconducibili al centrodestra leccese, appartenenti al passato ed al presente, dicano la loro, non bisogna dimenticare che analoga prerogativa è (e deve essere) riservata ai 17 consiglieri di centrodestracon, almeno, pari dignità.

In passato siamo stati, troppo spesso ahimé, abituati alle fughe in avanti, al palesare una propria (pur legittima) aspirazione da rappresentare con luoghi comuni del dover sentire i propri gruppi, del dover interrogare gli iscritti a questo o quel partito. Salvo, poi, vedersi calata,dall’alto, la decisione. Ma i risultati, alla fine, non hanno premiato… Tutt’altro!

Credo sia giunto il momento che le riflessioni si facciano realmente e, soprattutto, lealmente! Chi ritiene di volersi impegnare per la nostra città, lo faccia. Più siamo, meglio è. Chi ritiene di voler aspirare alla carica di primo cittadino, lo dica. Ma, innanzitutto, nel chiuso di una stanza, anteponendo il bene della città di Lecce e dei suoi cittadini, ad inutili protagonismi, alle ambizioni di una poltrona!

Credo sia giunto il momento che ognuno di noi senta,realmente, i suoi elettori, coinvolga gli amici che ci hanno sostenuto e, ne sono certo, ci sosterranno ancora se sapremo, però, presentarci UMILI, uniti, trasparenti, sinceri. Se sapremo fare costruttiva sintesi tra una precedente e proficua esperienza politico-amministrativaPoli Bortone/Perrone ed il “NUOVO”. Se sapremo fare tesoro degli errori. Se sapremo cogliere le vere istanze della città, rimediando ai diciotto mesi di buio del governo Salvemini/Delli Noci.

Le fughe in avanti, voglio ripeterlo ancora, non fanno bene al centrodestra, che parrebbe aver ritrovato unitànegli ultimi giorni, al di là di dicerie e fake news, ma gli errori del passato sono dietro l’angolo.

E, questa volta, potrebbero fare veramente male!”.