LECCE – “Non siamo Uguali, siamo Liberi!”: è il grido di battaglia di Massimo Fragola dopo le polemiche di Leu per la presenza di Andare Oltre nella coalizione di centrosinistra. C’è chi gongola grazie a questo scontro: è Luigi Mazzei di Puglia Popolare, che punta sul Polo centrista da schierare contro il centrodestra in un eventuale ballottaggio. C’è un dialogo costante tra Pippi Mellone e il partito di Cassano: forse il matrimonio in chiave regionale è possibile. Intanto, le polemiche bruciano tra Fragola e Leu.

“È vero, siamo diversi. Siamo diversi dai #DAlema, dai #Piconese, dai #Frisullo – attacca il segretario provinciale di Andare Oltre – Siamo diversi dai padroni delle segreterie politiche, che altro non sono che vetusti potentati decadenti. Siamo diversi da chi inventa sigle vacue, solo per aver l’occasione di parlare, riconducibili a una o due persone. E, soprattuto, siamo liberi. Per questo ieri abbiamo partecipato al tavolo della coalizione che ha sostenuto l’ex sindaco nei 18 mesi di amministrazione. Abbiamo dato la disponibilità a partecipare perché pensavamo di ritrovarci con le forze che hanno sostenuto l’ex sindaco e non anche con forze estranee. Abbiamo ritenuto corretto parteciparvi affinché si potesse arrivare ad un confronto sereno e sano sulle cose che ci hanno visti critici, ribadendo che Andare Oltre è stato un soggetto politico leale dalla fase del ballottaggio fino all’ultimo voto della scorsa amministrazione.

L’accoglienza riservataci da parte di alcuni ospiti non è stata pari a quella dei padroni di casa dell’UDC, che ringraziamo per l’invito. I muri alzati da questi soggetti nulla hanno a che vedere con la dialettica politica. L’odio, il rancore, il pregiudizio e la corsa a marchiare persone e movimenti liberi, che, come Andare Oltre, si posizionano fuori dai vecchi schieramenti, sono delle espressioni tipiche degli intolleranti. Comportamenti che non ci appartengono, che non rispecchiano i nostri valori e la nostra visione del mondo. Così come non ci appartiene il Can-can che taluni, sprovvisti di idee ed argomenti, sono costretti a inscenare per ricordare ai giornali la propria claudicante esistenza.

Andare Oltre punta sulla qualità delle idee per la comunità e sulle capacità di chi è chiamato ad applicarle. Per questo continuerà a dialogare con tutti fino a quando non verrà individuato un metodo di selezione del candidato sindaco, il cui nome, la cui idea di città, unitamente programma elettorale e alla storia personale, saranno motivo di scelta”.

LA CONTROREPLICA DI LEU

“All’indomani della riunione convocata in casa Udc ieri a Lecce, con tutte le forze che hanno sostenuto l’asse Salvemini-Delli Noci, cui ho partecipato insieme a Salvatore Piconese, avverto l’urgenza di approfondire quanto viene interpretato come posizione pregiudiziale (vedi l’incomprensibile polemica di Ruggeri) e criticato secondo il singolare ossimoro fascismo dell’antifascismo(dell’ex consigliere Fragola) – spiega la responsabile di Leu, Irene Strazzeri – L’avere infatti per parte nostra apertamente dichiarato indisponibilità alla partecipazione ad una coalizione che contenesse la presenza del movimento Andare Oltre non è posizione che può essere velocemente liquidata con vuoti giochi di parole. Mi rendo conto che il mainstream mediatico impone ormai, quasi come un automatismo, il superamento della dialettica tra destra e sinistra a garanzia di una presunta quanto indimostrata imparzialità, ma non si può prescindere dalla cultura politica, dai valori e dalle scelte che ne scaturiscono. Pena lo scivolamento in un relativismo etico che, più che produrre imparzialità, produce indifferenza al bene a al male, verrebbe da dire.

Tutto è passibile di ideologia, persino chi sostiene di non avere ideologia, svolge una funzione ideologica di non interferenza con la realtà dei rapporti di forza esistenti e, dunque, di conservazione dello status quo. Figuriamoci se il paradosso relativista si spinge sino al livellamento tra fascismo ed antifascismo, che ci porterebbe, assecondando la  sua folle logica, a ritenere l’olocausto, un punto di vista sulla storia, uno tra i tanti.
Lo dico nel momento in cui si celebrano le giornate della memoria, anche nella nostra città, anche a Lecce. È bene fissare,dunque, nei valori inalienabili della nostra Costituzione un paletto ineludibile, anche a Lecce, dove la vocazione al cambiamento non può rischiare di minimizzare i fenomeni del razzismo e dell’intolleranza.
Nella nostra città non deve accadere che i bambini figli dei migranti vengano emarginati dai servizi degli asili pubblici, né mai che ai senzatetto vengano stracciare le coperte, come l’Italia di queste mesi purtroppo ha raccontato. Ecco il terreno concreto su cui misurare la qualità dell’azione di governo e dei suoi obiettivi di cambiamento.

La futura amministrazione di centrosinistra deve attivare da subito un confronto con le diverse associazione del Terzo Settore (laiche e cattoliche) per concertare e definire contenuti e strumenti per una efficace politica di accoglienza e di integrazione.
Una integrazione che deve potersi sviluppare nelle diverse articolazioni civili, produttive, dei servizi, culturali e di assistenza.
E, insieme, la determinazione ad affrontare la “questione sociale” che colpisce le fasce della popolazione più disagiata,la solitudine degli anziani,la mancanza di lavoro e la sua precarietà,la inadeguatezza dei servizi socio sanitari.
La sinistra che rappresentiamo è ben consapevole che amministrare una città è compito complesso,ma certo non si può rinunciare all’ambizione di farne una città migliore,per elevarne la civiltà e la qualità della vita. Qui sono le differenze profonde con la destra”.