di Julia Pastore

LECCE – Gli esperti di MetApulia hanno incontrato giornalisti e istituzioni all’interno dell’Open Space per presentare l’impianto anaerobico di Biometano che vorrebbero realizzare in città, ai confini con Surbo. 

Un impianto privato anaerobico (che lavora in assenza di ossigeno, al chiuso, per evitare emissioni) “anche per dare  a un servizio pubblico, visto che mancano gli impianti di compostaggio che chiudano il ciclo dei rifiuti”: questa è l’idea dell’amministratore Piero Seracca. “Nessuna concorrenza con eventuali impianti pubblici che sorgeranno – assicura – Non possiamo rispondere a tutto il fabbisogno del territorio”. L’ambizione è quella servire l’area dell’ex ATO Lecce 1. 

Tra gli ascoltatori anche l’ex assessore Carlo Mignone e l’ex sindaco Carlo Salvemini. L’azienda ripropone l’iniziativa di sviluppo di un impianto di trasformazione dei rifiuti organici urbani, localizzandosi su un nuovo lotto, ai confini della zona industriale. I tecnici hanno dato ampie rassicurazioni anche sui controlli odorigeni: gli stessi cittadini avranno garanzia che le loro segnalazioni verranno ascoltate. “Il camion si aggancia all’impianto e scarica – spiegano gli ingegneri – Il rifiuto non è mai a contatto con l’esterno, altrimenti non potrebbe produrre biometano”. 

Il progetto punta a trasformare 55 mila tonnellate di frazione organica proveniente dai comuni del nord Salento, in biometano e compost di qualità. Se verrà autorizzato, l’impianto potrà essere operativo dopo circa un anno dall’inizio dei lavori. L’investimento sul territorio sarà di circa 20 milioni di euro con una ricaduta in termini occupazionali di circa 15 unità. La dimensione dovrà essere remunerativa. Secondo gli esperti la localizzazione dell’impianto non dovrebbe essere un problema: analizzando la cartina in quella zona, però, sorgono tutta una serie di abitazioni e case sparse. Riusciranno a realizzare l’impianto a due chilometri da queste ultime? Inoltre, può un impianto privato servire 27 Comuni pubblici, visto che la strategia regionale è quella dell’indipensenza del pubblico dal privato? L’Ager della Regione Puglia è un’agenzia che nasce per completare il ciclo pubblico dei rifiuti. Eppure i responsabili di MetApulia sono convinti che il pubblico dovrebbe cogliere questa grande occasione. Eppure la normativa regionale non prevede un impianto privato di compostaggio che debba servire il pubblico. I 27 comuni potrebbero conferire in questo impianto? ”L’impianto nasce per sopperire alla carenza impiantistica della Regione. Oggi si porta l’organico fuori provincia con notevole aggravio di spese.

Nel progetto presentato oggi, frazione organica dei rifiuti solidi urbani – selezionati in sede di raccolta differenziata – viene processata e trasformata in biometano  e compost. Il biometano è il prodotto della fermentazione dei rifiuti in ambiente chiuso. Rappresenta un gas pulito, che verrà immesso direttamente nella rete di trasporto, ottenuto attraverso un processo naturale, che prende le mosse dalla degradazione anaerobica dei rifiuti organici: i rifiuti non verranno bruciati, ma saranno pastorizzati ad una temperatura di 55 gradi con un procedimento che li renderà deodorizzati, igienizzati e stabilizzati.

L’impianto sarà alimentato con rifiuti provenienti dall’umido della raccolta differenziata cittadina, che proprio in questo periodo sta partendo sul territorio interessato. Il biometano potrà essere immesso, previa verifica delle caratteristiche fisiche imposte dal gestore di rete, verrà immesso in rete e usato per il riscaldamento delle utenze domestiche.

Il compost è la materia organica residua dopo la fermentazione dei rifiuti nei digestori. Da lì i rifiuti usciranno privi di batteri, senza più né odore né fermentazione, verranno uniti agli sfalci delle potature e del verde cittadino e potranno perciò essere tenuti in magazzino direttamente dagli agricoltori prima di essere utilizzati come concime organico, rendendo l’agricoltura indipendente dall’importazione di fertilizzanti minerali. Non sarà facile, però, ottenere l’autorizzazione per questo impianto: sono molto gli scogli legislativi e burocratici da superare. A Surbo il progetto non decollò mai: oggi è stato spostato più avanti, a Lecce.