LECCE – Nella mattinata di ieri si è svolto presso Studium l’incontro, organizzato dall’Amministrazione centrale dell’Università, con il Senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco, con lo scopo di illustrare gli aspetti inerenti il sistema universitario presenti nella legge di stabilità 2019. «Riteniamo inaccettabile che l’Università allestisca tali incontri-passerella e di mera propaganda, spacciandoli per momenti di confronto – attaccano li studenti della Link – Inoltre è paradossale che proprio in un Ateneo del Sud si svolga un evento che legittima un Governo e di una Legge di Bilancio che perpetuano le diseguaglianze e il danneggiamento del meridione, in piena linea con i governi precedenti, tramite una politica premiale che si riduce nel puntuale ed esclusivo sostegno ai cosiddetti Atenei “virtuosi” del Nord.

Il costante stato di definanziamento dell’Università si ripercuote sulle spalle di tutte le parti della comunità accademica, che durante l’incontro di oggi sono intervenuti con toni di protesta. Il nostro intervento, tenuto dalla rappresentante degli studenti in Senato Accademico Rosanna Carrieri, è stato il seguente: “Il governo, per quanto basato su un accordo, deve rispondere complessivamente delle azioni e delle scelte che porta avanti, quindi la direzione evidente, tanto nella Legge di Stabilità, tanto nei decreti che si stanno discutendo in questo momento, è l’incremento delle disuguaglianze, direzione seguita, del resto, anche dai governi precedenti.

La stessa maggioranza, nella figura del ministro Bussetti, ha affermato qualche giorno fa che per recuperare il gap tra meridione e scuole del nord non sono necessari fondi e finanziamenti, ma sacrificio, impegno e lavoro da parte del Sud, nonostante il rapporto Svimez dello scorso anno mostri un’immagine del meridione in cui i valori sono tutti negativi, nonostante i dati degli studenti che migrano dal Sud al Nord sono sempre più alti, perché sono costretti a spostarsi per studiare, terminare gli studi o cercare lavoro, e nonostante il DM sui punti organico veda una forte trazione verso il Nord e verso gli atenei ritenuti più “virtuosi”. Per diventare più “virtuosi”, per gli atenei c’è una sola strada, che è quella di innalzare le tasse per gli studenti, e quindi ancora una volta si parla di virtuosismo degli atenei sulle spalle degli studenti, ed è questo il classismo in università, la quale resta non accessibile a tutti, ma solo a chi può permetterselo.

Sulla Legge di Stabilità stiamo ancora a parlare di briciole: ci nascondiamo dietro la retorica dei virtuosismi e della premialità quando in realtà la politica che si sta portando avanti – confermata in questa Legge di Stabilità – è la stessa che si è protratta negli ultimi 10 anni: non c’è nessun cambiamento nel sistema. Come organizzazione Link, nello scorso autunno abbiamo incontrato il Ministro Di Maio che ci ha assicurato che per il Governo sarebbero stati una priorità la copertura del diritto allo studio e i finanziamenti all’istruzione: così non è stato, e cito solo 3 numeri:

  • meno 40 milioni agli atenei
  • meno 30 milioni alla ricerca di base
  • meno 30 milioni per il diritto allo studio

che significa che per la Puglia sarebbero circa 800 borse di studio in meno e ancora una volta, appunto, che gli studenti privi di mezzi non potrebbero studiare. Per cui 100 milioni congelati in previsione, come ‘accantonamenti prudenziali’, garanzie per l’Europa.

Tutto questo avviene mentre in sordina il ministro Bussetti ha nominato una commissione di soli ordinari e tecnici esterni per stilare il testo unico per l’Università e la ricerca basandosi su due parole chiave: razionalizzare e ridurre, ancora una volta. Quindi è evidente che l’istruzione non sia una reale priorità di questo governo. Se un impegno del governo ci deve essere, dovrebbe essere quello di finanziare realmente l’istruzione e acquisire come priorità l’istruzione, il lavoro e la ricerca».

«La risposta del Senatore Turco alle osservazioni poste durante gli interventi è stata insoddisfacente e inappropriata, tanto da spingerci ad abbandonare l’aula prima che l’incontro finisse. – dichiara Francesco Pio Liaci, rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione per Link Lecce – Curioso come un docente dell’Università inviti a non leggere i giornali e affermi di non fare politica, pur essendo un Senatore della Repubblica». Per invertire la rotta non serve organizzare incontri e lasciare spazio a momenti di propaganda, ma esigere dal governo un cambiamento reale, che si realizzerebbe innanzitutto tramite l’avvio di un processo di concreto finanziamento e ricostruzione del tessuto universitario e sociale.