LECCE – Dalla villa rinascimentale di Fulgenzio della Monica al Ninfeo: una viaggio accattivante attraverso un importante patrimonio culturale e artistico della città di Lecce. Da non dimenticarne il valore e significato religioso. Un luogo, sede di una presenza rilevante nella comunità leccese: i frati francescani, da sempre tra la gente, nelle periferie sociali; da sempre con la gente, incontro di sguardi, di ascolto, di aiuto, seguendo gli insegnamenti di Francesco d’Assisi.

Oggi a Lecce esiste un’unica fraternità conventuale di Frati Minori, anche se – come precisa padre Tommaso Leopizzi ofm – «numerose erano le comunità di religiosi e di religiose che si ispiravano al santo d’Assisi e che abitavano in più punti della città fino a risalire ai primordi dell’Ordine francescano e addirittura allo stesso S. Francesco».

Partiamo proprio da qui o, meglio, da quell’uomo, piccolo e non bello, ‘illetterato’, da cui tutto ha avuto inizio. Una storia che da più di ottocento anni affascina l’uomo di ogni tempo, sofferma la curiosità del non credente, coinvolge, pienamente e totalmente, chi è in ricerca. Ecco allora la consequenzialità di un quesito, al quale, spesso, la credenza popolare, ha dato risposte diverse, spesso appositamente variopinte.

San Francesco d’Assisi è passato da Lecce?

«Molte sono le leggende, le tradizioni, le notizie che concordano nel riportare la presenza, anche se fugace di S. Francesco proprio nella città di Lecce o almeno nell’antica Terra d’Otranto e nella Puglia. Alcune di queste notizie sono puramente leggendarie, altre sono sufficientemente documentate». Sulla linea delle ricostruzioni storiche di padre Tommaso Leopizzi, risulta completamente senza fondamento quanto riferito nel Chronicon Neretinum che attesta la presenza del santo all’anno 1211. Inoltre di pura fantasia sarebbe «l’episodio della moltiplicazione dei pani avvenuta nella casa della famiglia Perrone nei pressi dell’attuale chiesa S. Matteo e dove, forse, ancora si può leggere una lunga epigrafe in latino che fa risalire l’episodio nell’anno 1219». Leggendario è anche il racconto della presenza di Francesco d’Assisi a Lecce, al rientro della Siria nel 1219: «secondo questa leggenda il Santo abitò nelle vicinanze dell’attuale Collegio Palmieri e suggerì di costruire il Convento e la Chiesa detta, appunto, “San Francesco della scarpa” (a motivo di una scarpa lasciata da S. Francesco o perché i Frati che abitarono quel Convento a differenza delle altre famiglie francescane portavano abitualmente le scarpe)».

Si racconta che in questo luogo Francesco d’Assisi avesse piantato un albero di arance miracolose, col potere di guarire diverse malattie.

È documentato invece che nel 1215 frate Egidio d’Assisi, uno dei primi compagni di san Francesco, abbia dimorato per alcuni giorni a Brindisi prima della partenza per la Terra Santa; che nel 1218 papa Onorio III abbia eletto vescovo di Policastro il salentino padre Gabriele da Lecce, probabilmente il primo vescovo francescano della storia; che nel 1222 Francesco d’Assisi sia sceso in Puglia sul Gargano e fino a Bari, come attestato da Tommaso da Celano e Bonaventura.

Non si possiedono altri dati e documenti storici, ad oggi.

Il fascino delle leggende sfida curiosamente il tempo. Il volto e la ‘forma di vita’ di Francesco d’Assisi attraversano i secoli. Il suo volto rimane intatto, dall’amore per il Padre al bacio al lebbroso. La sua presenza, costante e attuale, anche se silenziosa, senza ‘messa in pausa’ o black-out, sollecita la cecità dell’uomo contemporaneo. Nonostante il passare dei secoli. Nonostante le distanze reali o virtuali. Francesco d’Assisi è anche qui!

*Fonte e approfondimenti: LEOPIZZI T., Il francescanesimo a Lecce, in Fulgenzio, un secolo di presenza francescana. Lecce, 2001, Edizioni Del Grifo.

 

Manuela Marzo