Tanti i ricordi per i 111 anni del Lecce, ben 111 candeline. Anche la nostra redazione vuole ricordare quei momenti che alcuni protagonisti definiscono indelebili. Per Corrado Jurlano, dirigente del club leccese ai tempi di Mazzone e figlio del compianto Presidente Franco Jurlano: “ricordo quando mio padre lo accompagnai quando si costituì la società per azioni, il salto dalla C alla B, parliamo degli anni settanta, le trasferte, le sofferenze, che dire grandi giocatori come Fatta, Mayer, Loddi, la promozione dalla B alla A con Fascetti. Tanti record con mio padre, la prima volta un bilancio certificato a livello professionistico, da un ente della Consob, un esempio a livello sportivo. Un precedente unico a livello nazionale. Tutti i calciatori giovani che sono esplosi anche hanno dato lustro alla nostra città. Parlando del Presente, andiamo domenica per domenica, andiamo tutti allo stadio per tifare il nostro amato Lecce, questa squadra ha grandi capacità”.

Restando all’era Jurlano, uno dei protagonisti Dario Levanto dice: ricordo più bello: “ricordo il gol a Messina, promozione in A. Vedere lo stadio di Messina colorato di giallorosso dei tifosi salentini. I traghetti pieni di tifosi ed il viaggio di ritorno con Mazzone che ogni tanto si alzava nel pullman e diceva ma come hai fatto a segnare. Per il futuro, sicuramente, le aspettative di inizio stagione erano di una salvezza tranquilla. Ma l’appetito vien mangiando e ovviamente è in corsa per la promozione e A, nuova storica promozione, magari anche attraverso i playoff”. Dell’era Semeraro, invece, Francisco Lima dice: “il mio ricordo più bello è Lecce-Juve con lo stadio strapieno. Vedere il Via Del Mare tutto esaurito stracolmo di gente è indimenticabile. Lecce merita di avere sempre uno stadio pieno da serie A, sempre. Oggi, Liverani sta lavorando bene, con qualità tecnica dei giocatori e tattica. Può davvero ambire alla promozione”.

Insomma, questi gli auguri e l’in bocca al lupo che questi tra i protagonisti della storia giallorossa hanno voluto dedicare alla maglia e alla città.

 

Fdm e Piez