ODERZO/ CASTRIGNANO DEL CAPO (Lecce) – La famiglia di Francesca Schirinzi, la giovane mamma di Castrignano del Capo deceduta ieri mattina a poche ore dal parto del suo secondogenito, ha presentato denuncia ai carabinieri per fare luce sul decesso della 34enne.

Il marito della salentina e la sorella – che aveva raggiunto Francesca proprio per starle accanto nel momento del parto – ieri sera si sono infatti recati presso la stazione carabinieri di Annone Veneto, dove la 34enne viveva con la famiglia, per sporgere una denuncia-querela nei confronti di tutti i medici, infermieri e collaboratori dei reparti di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Oderzo, dove Francesca è deceduta in seguito a tre arresti cardiaci, accusati subito dopo avere dato alla luce il figlioletto.

Nella denuncia, i familiari della vittima ricostruiscono i suoi ultimi giorni di vita: dall’immensa gioia per l’arrivo del pargoletto al dramma più profondo per la morte della giovane, che ha sempre goduto di buona salute, anche psicologica, a tal punto che sino a pochi istanti prima di entrare in sala travaglio aveva inviato messaggi e foto a parenti ed amici.

Sposata dal settembre 2014 con un militare di Squinzano e già madre di una bimba di 4 anni, Francesca Schirinzi è entrata in ospedale lunedì mattina (al suo penultimo giorno di settimana ostetrica) poiché aveva manifestato dei picchi di pressione alta, che l’avevano spinta a sottoporsi ad una visita più approfondita, e per la quale i medici dell’ospedale di Oderzo le hanno somministrato una pastiglia, consigliandole inoltre di non fare più ritorno a casa, poiché a breve avrebbe dovuto partorire.

Il bimbo è nato all’1.41 con parto naturale, davanti anche agli occhi del papà, un militare dell’Esercito, di 36 anni. Ma subito la gioia di quest’ultimo è stata spazzata dalla paura, quando ha visto che i medici praticavano le manovre rianimatorie alla moglie, colpita da arresto cardiaco. Paura svanita pochi istanti dopo, quando la giovane si è fortunatamente risvegliata.

Dopo essere stata sottoposta ad una Tac per verificare eventuali danni cerebrali provocati dall’arresto cardiaco (l’esame aveva dato esito negativo), la 34enne salentina è stata riportata in sala operatoria per verificare la presenza di liquido nella pancia ed arginare l’emorragia causata dal sanguinamento vaginale. Dopodiché è stata trasferita nel reparto di Rianimazione, dove è stata ricoverata con prognosi riservata, fino al decesso avvenuto alle 5.45 di mercoledì, in seguito ad altri due arresti cardiaci.

La Procura di Treviso ha già disposto l’esame autoptico sulla sfortunata salentina, che sarà eseguito nei prossimi giorni e che servirà ad accertare le cause della morte della giovane, morta di parto nel 2019. Secondo i familiari della vittima, che sono assistiti dall’avvocato Mino Miccoli, alla luce della pressione alta manifestata pochi giorni prima del parto, sarebbe stato più opportuno effettuare un parto cesareo, certamente meno faticoso per la giovane mamma. Per Francesca, che ha perso la vita per dare alla luce il bimbo che, accanto al suo primo nome, porterà anche quello della madre.