È uscito nelle sale italiane il 14 marzo 2019 “La promessa dell’alba” film di genere drammatico, biografico, tratto dall’omonimo libro, diretto da Éric Barbier con Pierre Niney alias Romain Kacew e Charlotte Gainsbourg (Mina Kacew, madre di Romain). La storia si incentra sul rapporto d’amore tra madre e figlio, ovvero tra Mina e Romain in particolare sull’attaccamento morboso che la donna ha nei suoi confronti. Mina si dimostrerà una madre asfissiante e pressante verso il figlio sin dalla sua tenera infanzia vissuta in Polonia e poi in seguito anche quando si trasferiranno in Francia, il suo atteggiamento resterà immutato.

Tuttavia lei è stimolante, energica, trasmettendo a Romain quella forza e quella determinazione necessarie per la sua futura poliedrica carriera. Per gran merito di Mina, Romain Kacew successivamente conosciuto come Romain Gary, sarà scrittore, giornalista ed infine anche generale dell’aviazione, proprio come nei sogni di sua madre. Infatti Mina da sempre profondamente convinta delle sue potenzialità, sin da quando era ancora bambino, esaltandolo, anche al costo di metterlo in ridicolo davanti ai suoi coetanei, arriverà a dire con orgoglio: “Mio figlio un giorno sarà generale!”. Va detto che se da una parte c’è una madre con una forte carica esplosiva, sempre pronta a motivare il suo unico e vero amore, dall’altra c’è un figlio che non vuole deludere le sue aspettative, realizzando ogni suo desiderio.

L’assenza paterna, costringe Mina obbligatoriamente ad assumere un doppio ruolo genitoriale, rendendola, una donna determinata e carismatica talvolta soffocante ma in grado di spronare e di infondere tre principi fondamentali nella vita del figlio: l’onore, le donne e la Francia, valori per cui vale la pena lottare. Nel film ci sono delle sequenze tragiche ma non manca al tempo stesso un’inaspettata ironia. Il protagonista è alla ricerca di se stesso, della sua identità, Romain è di origini ebraiche, una volta cresciuto imparerà a dire le prime bugie a Mina, rivelandosi un vero e proprio talento nel farlo, pensando di soddisfarla e renderla orgogliosa. Romain è prigioniero della volontà della madre ma non vuole uscire dalla “gabbia” per l’affetto, l’amore e la dedizione che la madre ha sempre avuto per lui, e di cui le è riconoscente.

La pellicola è ben strutturata, con una trama affascinante e coinvolgente, una scenografia incantevole che passa dal bianco gelido della Polonia al sole raggiante della Costa Azzurra francese. Il film è commovente, epico e non smette mai di emozionare, offre quel tipo di romanticismo velato e delicato che da tempo sembrava non far più parte di nessun film, è un omaggio agli anni in cui l’onore e i tutti gli altri valori del passato avevano un peso maggiore rispetto al nostro presente. Non deve essere sottovalutato un dettaglio, nella pellicola c’è il riscatto e la vittoria per chi stava dalla parte sbagliata della storia, assolutamente da non perdere.

 

Francesco Stomeo