di Claudio Tadicini e Francesco Oliva 

MAGLIE (Lecce) – Ferito a colpi di pistola mentre mangia un panino, muore dopo un’ora in ospedale. L’agguato si è consumato nella notte a Maglie, in via Don Luigi Sturzo, dove un 28enne del posto è stato ferito mortalmente da un colpo di pistola calibro 6.35 (arma illegalmente detenuta e non ancora ritrovata) alla gola, mentre si trovava nei pressi di un camioncino fast-food.

La vittima è il 28enne Mattia Capocelli, già noto alle forze dell’ordine: trasportato presso l’ospedale di Scorrano da un amico, il giovane è purtroppo deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravi ferite riportate.

In tarda mattina si è consegnato spontaneamente in caserma l’omicida: si tratta di Simone Paiano, 25enne, con precedenti penali, uscito dal carcere pochi giorni fa. Ai militari, davanti al procuratore aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi e al sostituto Maria Consolata Moschettini e alla presenza del proprio avvocato, il legale Dimitry Conte, il giovane si è difeso sostenendo che non voleva ammazzare ma di essersi difeso da un agguato con un coltello.

L’omicidio si è consumato poco prima delle 2. Probabilmente una lite alla base della follia. Dopo l’omicidio l’assassino si è allontanato in sella ad una moto. A lanciare l’allarme e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine è stato lo stesso personale sanitario, quando il ragazzo si è presentato accompagnato da un amico in ospedale con la ferita alla gola causata da un proiettile.

Sul posto, per le indagini, i carabinieri del Norm della Compagnia di Maglie (agli ordini del tenente Gaetano Piazza) ed il personale della sezione rilievi scientifici insieme ai vigili del fuoco. Il cerchio sull’omicida reo confesso, però, si è chiuso in breve dopo una rapida indagine scandita dall’acquisizione dei filmati delle telecamere, l’ascolto di testimoni e di persone informate dei fatti. L’omicida verrà accompagnato in carcere nelle prossime ore mentre la salma della vittima è stata trasferita presso l’obitorio del “Vito Fazzi” dove, nelle prossime ore, sarà eseguita l’autopsia.

IL PROFILO DELLA VITTIMA

Una testa calda e spesso attaccabrighe. Con diversi precedenti penali alle spalle nonostante la giovane età. Nella vita di tutti i giorni aiutava saltuariamente il padre nei lavori di edilizia ma non aveva un lavoro stabile. A soli 28 anni Mattia Capocelli aveva collezionato guai giudiziari in serie e, attualmente, era finito sotto processo in due distinti procedimenti. Ripercorrendo il suo excursus criminale i primi incroci con la giustizia risalgono al 2013.

Il nome di Capocelli compariva nell’inchiesta condotta dai carabinieri della Compagnia di Maglie con cui il 22 febbraio di sei anni fa venne smantellato un gruppo dedito allo smercio di ingenti quantitativi di droga anche a personaggi insospettabili nella cittadina di Maglie. Per Capocelli il pubblico ministero Paola Guglielmi aveva chiesto la custodia cautelare rigettata dal gip Cinzia Vergine per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza. Non era sfuggito all’arresto appena pochi giorni prima. Sottoposto ad un controllo per strada alla periferia di Maglie alla richiesta dei carabinieri di esibire i documenti il giovane reagì colpendo ad una spalla il capo equipaggio inveendo nei confronti dei militari. Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale venne subito processato per direttissima patteggiando 8 mesi ritornando in libertà.

Due anni dopo altri guai. Sempre a causa di un carattere turbolento e violento. Insieme a un cugino e ad altre persone mai identificate il 30 settembre del 2015 massacrò di botte un cittadino marocchino senza fissa dimora punito per aver tentato un approccio con una sua amica poche ore prima. Per questa vicenda Capocelli era finito sotto processo con le accuse di minacce e lesioni aggravate sulla scorta di un decreto di citazione diretta a giudizio a firma del pubblico ministero Donatina Buffelli. Il giovane, difeso dall’avvocato Arcangelo Corvaglia, sarebbe dovuto comparire in aula il 12 novembre prossimo davanti al giudice monocratico Maddalena Torelli.  Un altro processo pendente riguardava una denuncia per il possesso di un coltello a serramanico trovato in auto dai carabinieri dopo una perquisizione.

L’ASSASSINO

Simone Paiano ha precedenti per droga. Il 25 maggio del 2016 venne arrestato in flagranza di reato per il possesso di 16 dosi cocaina per complessivi 22 grammi nell’ambito di un’operazione più vasta (in cui non compare il suo nome) condotta tra le province di Lecce e Brindisi che consentì di sgominare un sodalizio dedito all’attività di spaccio. Il 9 maggio del 2018 finì nuovamente dietro le sbarre. Sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali i carabinieri aggravarono la misura a seguito dell’inosservanza degli obblighi connessi al suo stato di affidamento in prova ai servizi sociali.