Flavio Carlino, Dottore Commercialista e Avvocato a Racale

George Soros e Subaskaran Allirajah sono conosciuti per le loro qualità di filantropi e si possono fregiare di premi e riconoscimenti internazionali per i contributi umanitari milionari che elargiscono senza un battito di ciglia. Ma, in realtà, cosa nascondono (se qualcosa nascondono)?
Stando al piano Kalergi, di cui ho scritto in un precedente articolo, queste “lodevoli condotte” sembrano perfettamente in linea con la rivoluzione etnica dell’occidente. Infatti, se ai disinformati tali elargizioni sembrano “comportamenti encomiabili”, personalmente credo, invece, che ciò stia contribuendo alla realizzazione di quell’obiettivo.

Ai migranti si forniscono carte di credito e schede telefoniche che rendono impossibile l’identificazione dell’acquirente che, proprio per questo, può essere anche un terrorista.
Ed è così che al piano della Lycamobile, di proprietà del miliardario musulmano anglo-cingalese Subaskaran Allirajah, che, contrariamente ad ogni legge antiterrorismo vigente in Italia, rende reperibili schede prepagate anonime preferite dai migranti, si aggiunge quello della Open Society Foundation dell’altrettanto miliardario ungaro-americano George Soros per le carte di credito col logo dell’Unhcr, cioè dell’Agenzia per i rifugiati dell’ONU.
Il problema delle carte di credito per migranti era emerso in un’interrogazione al Parlamento Europeo da parte di un eurodeputato. Successivamente, era stata l’Ungheria a far scoppiare un caso diplomatico internazionale dopo che una di queste carte venne ritrovata nelle mani di un terrorista dell’ISIS latitante in Europa. Stando alla Procura magiara e all’Agenzia europea di Cooperazione Giudiziaria, l’uomo in questione è un siriano accusato di aver preso parte a decapitazioni nel suo Paese come membro dello Stato islamico. Identificato dalle autorità ungheresi come F. Hassan, 27 anni, il terrorista è sospettato di aver giustiziato, nel 2016, circa 20 persone, tutti familiari di un abitante della città di Homs che aveva rifiutato di unirsi al Daesh, una cellula dell’ISIS.
È stato catturato con documenti contraffatti all’Aeroporto Internazionale Budapest Ferenc Liszt, il 30 dicembre scorso. È stato condannato per traffico di esseri umani e altri reati a una pena detentiva sospesa da un ordine di espulsione dall’Ungheria, come spiegato dalle autorità magiare. Il Centro ungherese dell’antiterrorismo ha riferito all’agenzia Reuters che il terrorista ricercato aveva visitato altri paesi europei e si era dichiarato “rifugiato” in Grecia, dove aveva vissuto grazie alla carta di credito Ue prepagata.
Insomma, due “mega progetti umanitari” che, in realtà, si traducono in un nuovo piano di riarmo di una delle organizzazioni terroristiche più pericolose e spietate di tutti i tempi: l’ISIS.

Un corredo perfetto per i terroristi: soldi e telecomunicazioni.
D’altra parte non v’è chi non veda come le due iniziative abbiano consentito ai due filantropi di creare un ulteriore affare legato all’accoglienza: Soros percepisce le commissioni per i prelievi di contante tramite carte di credito, mentre il vantaggio di Lycamobile è duplice: essa, infatti, da un lato percepisce il denaro delle ricariche che i rifugiati potranno effettuare grazie al pocket money di € 2,50 al giorno e, dall’altro, l’iva sulle ricariche che non ha versato allo Stato italiano: una maxifrode da 8 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza.
Il cingalese si dà da fare in Italia. Gli viene consentito di violare le leggi fiscali e quelle sull’antiterrorismo: usa Sim anonime per fare soldi e su quello che guadagna non paga le tasse.

In altri termini, si tratta di un’irrefrenabile generosità filantropica che si accompagna ad una illecita e spregiudicata disinvoltura nel creare affari: dall’evasione fiscale alla distribuzione di Sim anonime in tutto il continente europeo. Tutto nella più totale illegalità. E l’Europa tace.
Non dimentichiamo che Allirajah, tra l’altro, finanzia anche l’Ong Muslim Aid, sospettata di finanziare, a sua volta, gli estremisti islamici. Certo, non c’è alcuna prova di collegamenti con gruppi terroristici. Ma come si fa a non pensare che ciò accade se la polizia di confine elvetica ha sorpreso un trasportatore di migranti siriani dall’Italia alla Svizzera Tedesca con 1900 schede telefoniche marchiate Lycamobile?
Mi chiedo quali siano le ragioni per le quali le Nazioni Unite debbano distribuire ai richiedenti asilo, in molti casi immigrati clandestini, carte di credito con il logo delle Nazioni Unite finanziate dalla fondazione di George Soros?
Come molte altre questioni che riguardano i migranti, anche questa viene occultata pur essendo di scottante attualità: le carte di credito anonime, infatti, se diventassero ricaricabili come le Sim, rappresenterebbero un’arma pericolosissima nelle mani del terrorismo fondamentalista per movimentare denaro difficilmente tracciabile. Esattamente come le schede telefoniche anonime della Lycamobile che non consentono l’identificazione del soggetto che le utilizza nel caso di intercettazione telefonica. Un po’ come i telefoni usa e getta utilizzati da malavitosi e spie.

Addirittura, le schede telefoniche anonime destinate ad alcune nazioni si trovano finanche su Ebay. Ciò è ancora più preoccupante dato che Lycamobile è l’operatore telefonico più utilizzato dai migranti ai quali vengono “regalate” le schede che vantano tariffe molto convenienti per connessioni e chiamate nei paesi di origine e che ovviamente restituiscono alla società l’investimento in pochi mesi grazie alle ricariche.
Scrisse Il Sole 24Ore l’anno scorso quando si occupò della maxievasione di I.v.a. della società: “Lycamobile è un operatore di telefonia mobile online, le cui schede sono soprattutto in possesso dei migranti che giungono in Italia. L’azienda ha circa 15 milioni di clienti in 21 paesi e risulta avere un fatturato, nell’anno 2014, di circa 1 miliardo e mezzo di euro. La società sotto inchiesta è la filiale italiana del gruppo multinazionale Mvno, che costituisce uno dei più grandi operatori mobili virtuali internazionali, specializzato nell’offerta su scala mondiale di servizi voce e dati a basso costo nonché di servizi finanziari e di viaggio. Stando a quanto riportato nel sito internet aziendale, Lycamobile offre servizi in Australia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Macedonia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Tunisia, Regno Unito e Stati Uniti. Nel mercato italiano Lycamobile gestisce circa l’11% delle linee complessive, è un operatore virtuale, per cui non ha una sua rete di ripetitori ma utilizza quella di Vodafone e come Vodafone ha sede in Inghilterra”.

È proprio in virtù dell’anonimato che queste Sim, come le carte di credito “targate” ONU e finanziate da Soros, possono diventare una pericolosissima arma in mano ai terroristi islamici che vengono infiltrati in Europa dall’Isis, con trasferta gratis ed incentivi economici fino a mille dollari, per radicalizzare le comunità dei rifugiati, reclutare altri jihadisti ed inserirsi in cellule dormienti in attesa di un ordine per entrare in azione.
Nessuno può aver dimenticato gli attentati, tutti perpetrati negli ultimi 5 anni con modalità differenti, ai danni di Francia, Belgio, Germania, Spagna, Finlandia, Svezia, Turchia, Russia ed Italia: 35 attentati che hanno brutalmente interrotto le vite di 243 persone innocenti.
E l’Europa sta a guardare! Perché?

Flavio Carlino