LECCE – “L’elettrosmog è un fenomeno da monitorare e limitare anche a Lecce, dove sono installati diversi alti tralicci che ospitano antenne telefoniche e radiotelevisive. Alcuni a poche centinaia di metri da complessi scolastici. E ci chiediamo quale attenzione da parte delle amministrazioni comunali sia stata riservata alla questione.”o dichiara il candidato sindaco di Sinistra Comune, Mario Fiorella.
“E’ necessario un monitoraggio sull’intero centro urbano, non solo alla base dei tralicci, protetta dall’effetto ombrello, ma anche nelle aree adiacenti e soprattutto nei piani alti dei palazzi vicini. Pur non essendo obbligatorio, è doveroso dotarsi di uno specifico piano comunale che impedisca l’antenna selvaggia e che sposti fuori dalla città quelle esistenti.
Ma non è tutto. Nel 2017 sono stati installati sui tetti, anche di edifici scolastici, ben 49 impianti per la tecnologia 5g, che permette la connessione tra gli oggetti dando vita al cosiddetto Internet delle cose. Una dimensione informatica già in atto, ma che richiede controlli continui in ragione della sua evoluzione incessante e del suo pesante impatto. Con quale pianificazione e con quale valutazione sanitaria – è la nostra domanda – è potuto avvenire questo fatto?
Per l’inquinamento elettromagnetico vi sono già autorevoli e documentati preallarmi che renderebbero opportuni l’adozione del principio di precauzione e un maggiore controllo: studi italiani (Istituto Ramazzini) e statunitensi (NTP) ne evidenziano forme di correlazione con patologie oncologiche e non solo.
Che il tema sia sentito lo dimostra anche il fatto che di recente 50 operatori sanitari della città e rappresentanti delle associazioni del territorio hanno inviato una lettera-appello all’ex sindaco Salvemini per fermare la diffusione della tecnologia 5g, tutelando la salute pubblica e, soprattutto, quella dei minori.
Un’iniziativa inseritasi nel solco della moratoria internazionale firmata da 180 ricercatori di 37 paesi per lo stop alla rete. Inoltre, vi sono state in città iniziative sul tema dell’elettrosensibilità e segnalazioni da parte di comitati di cittadini.
Pertanto sulla questione dell’incremento degli hot-spot per la connessione senza fili ad internet, è indispensabile avere cautela. La salute viene prima di tutto. E un candidato alla carica di sindaco, ovvero la massima autorità sanitaria del territorio, non può non rendersene conto.”