È il nuovo film di Pedro Almodovar con Antonio Banderas nei panni del protagonista, Salvador Mallo, uomo di spettacolo, artista e regista. Il film che possiede una forte impronta autobiografica, si incentra molto sui ricordi del protagonista, i numerosi flash back ci riportano alla sua infanzia ed al grande ed intenso rapporto con sua madre, interpretata da una monumentale Penelope Cruz.

Salvador è uomo affetto da diversi dolori fisici, solo nell’acqua, con l’assenza del peso corporeo non percepisce alcune disturbo ma ciò lo allontana dalla vita quotidiana e dai suoi piaceri. Salvador rivive e ripercorre il suo passato, oltre alla sua infanzia, vissuta in povertà in un piccolo paesino, rammenta con nostalgia gli inizi della sua carriera negli 80 a Madrid ma lo fa senza malinconia e rimpianti. Dopo aver scoperto da adulto la sua omosessualità, comprende che dopotutto la gloria non finisce se si continua a contemplare la bellezza della vita, quindi l’uomo dovrà fare una scelta: vivere e gioire ma al tempo stesso convivere con la sofferenza, oppure non vivere, limitandosi a non soffrire.

Banderas sembra essere tornato ai suoi tempi d’oro, alcuni critici hanno sostenuto addirittura che questa sia la sua miglior performance in assoluto. In effetti Banderas ha offerto una prova superba e per la quale meriterebbe un premio, per questo ruolo così complesso e particolare che egli ha saputo rendere unico, completo e memorabile. Sicuramente a detta dello stesso Almodovar, nessun altro avrebbe potuto impersonare meglio di lui il protagonista, avendo condiviso e vissuto da vicino con il regista stesso, tanti momenti di vita reale. Analogamente anche l’interpretazione toccante di Penelope Cruz si è avvantaggiata della conoscenza abbastanza approfondita che l’attrice ha fatto con la madre del regista.

Era da tempo che Almodovar non ci forniva un’opera di questo spessore, da considerare a tutti gli effetti un capolavoro, il regista ha integrato bene la quiete e la passione, sentimenti contrastanti ma sempre vicini e presenti nella vita di tutti i giorni. Il film è a dir poco commovente, Almodovar questa volta si è veramente superato, se prima nei suoi film si parlava di donne, uomini o omosessuali, in questo caso la trama si incentra solo su un uomo, sui suoi ricordi, sulla sua debolezza, sulle sue sofferenze, sulla sua forza e voglia di andare avanti comunque, insomma sull’uomo in quanto tale. Salvador Mallo è lo stereotipo dell’uomo geniale e vissuto ma con dentro ancora tanta voglia di vivere. Potrà usufruire ancora dei benefici della vita? Riuscirà a trovare la pace interiore tanto desiderata? Dolor y Gloria ha lasciato molto parlare di sé, è un film in cui la passione fa da coprotagonista, la regia è solida, i dialoghi sono ben curati e delineati, la colonna sonora è struggente ed evoca emozioni forti, un film reale con tratti volutamente ruspanti e tipicamente spagnoli che lo rendono “grossolano” quando serve, imperdibile.

 

Francesco Stomeo