Flavio Carlino, Dottore Commercialista e Avvocato a Racale

Non principi morali quali educazione e rispetto, ma arroganza e disprezzo; non lavoro e sacrificio, ma reddito di cittadinanza, indennità di disoccupazione ed edonismo; non studio e cultura, ma tv spazzatura ed estetica; non filosofia, ma filodossia; non fede, ma miscredenza e agnosticismo, fino al punto da credere di poter ascendere all’empireo per assidere al posto del Padreterno.

Impertinente, tracotante, avido e dissoluto. Tutto questo è l’uomo di oggi ed è fiero di esserlo, quasi a voler apparire evoluto, tranne, poi, nel momento della fiera ostentazione, mostrare in tutto il loro splendore le frustrazioni e le paure di esprimere un pensiero differente da quello della moltitudine.

Cogito, ergo sum e in mezzo a questo marasma si fa strada la cultura del sospetto, di cui tutti siamo figli. Ed ecco che la realtà appare fallace e niente di ciò che accade, o viene detto, o addirittura pensato, corrisponde a verità: tutto è illusorio e va dissacrato. Questo modo di pensare condiziona la quotidianità fino a far apparire impossibile la critica al gorgo in cui ci ritroviamo, rendendo consapevole chi osa sostenere l’inadeguatezza di tale sfacelo, che può essere etichettato come un inopportuno gretto e turpe, con la bramosia di lasciarsi coinvolgere da quegli stessi piaceri che, intanto, suscitano la sua censura.

Ancor meno critici sono i nostri intellettuali, i quali non brillano certo in iniziativa e pur definendosi temerari, le uniche battaglie che amano combattere sono quelle la cui vittoria è visibile dalla luna. Infatti, benché si diano un gran da fare per sembrare eroi che sfidano l’impossibile, sopportando immani fatiche, alla fine gli avversari scelti sono, nella quasi totalità dei casi, più imponenti che minacciosi. Nel frattempo si assicurano di avere sempre le spalle coperte dal “leviatano” e dalla pubblica opinione, quella che conta, ovviamente. Allora c’è da chiedersi semmai potrebbero simili cazzabubboli, travestiti da intellettuali, sfidare la cultura del sospetto assumendo una ferma posizione contro l’opinione pubblica. Ma certo che no! Così il disordine continua e si diffonde sempre di più.

E se questa analisi può, ad alcuno, sembrare troppo severa, si soffermi il lettore il tempo necessario per pensare all’atteggiamento dei mass media nei confronti di qualunque evento, in particolare quand’esso sia violento. Essi, con la scusa dell’informazione, vi sopraggiungono come falchi per appagare la nostra morbosa curiosità con una miriade di programmi televisivi e articoli di giornale che solleticano anche la fantasia del più apatico degli esseri viventi.

Quali sono le cause che ci hanno condotto a questa deriva? Talmente tante da non poter essere analizzate in un semplice articolo, per lo più scritto da un insignificante giornalista. La prima a cui viene da pensare, senza pensare, è certamente il denaro: esso, da sempre, risveglia i peggiori istinti dell’uomo: Giuda vendette Gesù per trenta denari. Ma sarebbe troppo semplicistico limitarsi ad attribuire ogni responsabilità al Dio denaro.

Il vero nemico si annida nella nostra anima. È lì che hanno i natali Sodoma e Gomorra, ossia la dissolutezza e la concupiscenza, che pervadono il nostro essere fino a manifestarsi fuori di esso e financo ad indurci a voltare le spalle a Dio, poiché la smoderatezza nega, oltre la legge morale naturale, anche quella religiosa e il male, come un virus mutante, si insinua nelle mire della pubblica opinione per divenire luogo comune e, perciò, indiveltibile.

A farne le spese, come sempre, i bambini ed i deboli, che alla fine non sanno più a chi o a cosa credere. E tutto questo, amici miei, è veramente triste.

Flavio Carlino    

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