LECCE – È stata avviata il 5 giugno in prossimità di Porta Napoli la 2^ campagna di misura degli elementi inquinanti presenti nell’aria, a cura dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR-ISAC di Lecce, dopo la conclusione della prima fase di campionamento iniziata a febbraio presso l’Osservatorio Climatico-Ambientale del CNR-ISAC nel Campus Universitario di Lecce.

L’obiettivo è ottenere informazioni sulla quantità, la composizione chimica e gli effetti tossicologici del particolato atmosferico presente nell’aria che respiriamo e individuare zone “sensibili” o di interesse della Regione Puglia. La ricerca è svolta nell’ambito del progetto “PAPER – Paper Analyser for Particulate Exposure Risk”, finanziato con il Bando InnoNetwork della Regione Puglia con lo scopo di favorire la sinergia fra gli enti di ricerca e le imprese per lo sviluppo sostenibile e inclusivo di progetti innovativi nel nostro territorio.

Nel territorio della Regione Puglia si osservano alcuni eventi di maggiore inquinamento da polveri sottili (PM10) sia per cause naturali sia per cause antropiche (dovute alle attività dell’uomo). Tali polveri possono essere responsabili di effetti nocivi per la qualità dell’ambiente e per la salute umana, il progetto PAPER prevede attività di ricerca e sviluppo che porteranno alla realizzazione di prototipi di PAD (Paper Analytical Device), vale a dire sensori colorimetrici innovativi realizzati su carta, easy-to-use e a basso costo, in grado di valutare il rischio di inquinanti nocivi che entrano a contatto con l’uomo principalmente attraverso la respirazione.

Il programma delle attività, avviate ufficialmente lo scorso ottobre, include un partenariato multidisciplinare a elevato livello tecnico-scientifico composto da enti di ricerca e imprese locali, rispettivamente: l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR), il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università del Salento, il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Bari, Studio Effemme Chimica Applicata Srl, Microlaben Srl, Biosud Srl, Mrs Srl, ed LPT Measure Srl.

Di grande interesse riguardo al futuro sviluppo dei PAD è l’aspetto secondo cui sono stati pensati anche per essere utilizzati dal comune cittadino che diventerà parte integrante del programma di rilevamento e di condivisione delle informazioni, in ottica di sensibilizzazione verso gli obiettivi di un progetto che porta tutti, a piccoli passi, ad essere protagonisti di un vero cambiamento.