NARDÒ – La referente del CNA Puglia Beni Culturali e Turismo, Beatrice Arcano ha indirizzato una lettera aperta al Comune di Nardò per chiedere delucidazioni sul transito e sui Verbali elevati in Via Cantù nella marina di Santa Caterina. 
“Grazie al Cielo, durante l’estate, il Salento è ancora una meta particolarmente ambita per le vacanze e le sue marine sono prese d’assalto da vacanzieri locali e forestieri.
Durante le giornate d’agosto, il caldo e le ferie sono un mix che invita a pensare solo al mare; ma, al mare ed alle sue mete predilette ci pensano anche i comuni: quale periodo migliore, infatti, per racimolare qualcosa in più per le assetate casse comunali? Ebbene, da molteplici segnalazioni parrebbe che il Comune di Nardò abbia pensato proprio a questo: fare cassa elevando multe agli automobilisti che parcheggiano l’auto per andare al mare in cerca di refrigerio o a ignari turisti che, affascinati dalle bellezze dei nostri luoghi, decidono di fare una passeggiata nel Parco di Porto Selvaggio.
Ma veniamo al punto: da alcuni giorni, nella zona di Santa Caterina in via Cantù, meglio nota anche come ‘la Rotonda’ fioccano verbali agli automobilisti che parcheggiano lungo la strada.

La motivazione? Violazione dell’Articolo 7 comma 1­13, ­ “Divieto di transito” anche se, ufficialmente, la motivazione esatta non si conosce, visto che il Comma 1, a sua volta, si suddivide in diversi punti che vanno dalla lettera “a” alla “i” ed i verbalizzatori “omettono” questo importante particolare, lasciando ai contravventori libera interpretazione della violazione contestata. (notare la foto della multa).
Via Cantù, inoltre, permette l’accesso, oltre che alla vicina e frequentatissima scogliera (nonostante il divieto di balneazione), anche al parco di Porto Selvaggio; seguendo le scalette ed il percorso segnalato dai cartelli, infatti, si giunge alla Grotta del Capelvenere, alla Torre dell’Alto, al Belvedere, alla Villa Tafuri, alle pinete, sbarrate dal muro dell’Età del Bronzo ed alle agognate spiagge di ciottoli.
Tuttavia NON è nostra intenzione contestare il codice della strada, ogni infrazione, se giusta, va sanzionata: però, in questo caso, lungo la Via Cantù a Santa Caterina, nei pressi della rotonda non ci sono divieti di transito ben visibili: c’è un solo segnale di pericolo di ‘crollo e sgrottamento’ posto a destra dell’ingresso della strada, poco prima di una recinzione della parete rocciosa che è lì da molti anni. A maggior ragione della confusione indotta, la recinzione presenta un segnale di direzione obbligatoria che invita gli automobilisti a passare a sinistra della stessa. Oltre questo, nulla.

Niente, nessun’altra indicazione se non un avviso aggiuntivo che il passaggio è consentito a “residenti e frontisti” (vedere foto sopra)
CNA Puglia Beni Culturali e Turismo – Ref. Beatrice Arcano, Via F. Ferrari,5 Casarano Lecce
Ma come? C’è un pericolo di crollo e si consente l’accesso a residenti e frontisti come se per essi il pericolo di “crollo e sgrottamento” fosse meno grave ed imminente che per bagnanti, turisti e gente di passaggio? O al comune di Nardò pensano che i massi riconoscano i residenti dai turisti e li evitino?
Al netto della facile ironia, il problema è davvero grave. Se davvero c’è un pericolo di crollo, quella strada andrebbe chiusa senza pensarci due volte
: se il pericolo c’è, è tale sia se sei un
residente, un frontista o uno che ci passa per la prima volta nella vita. La strada andrebbe transennata ed impedito l’accesso a chiunque.

Anche perché, il divieto non sarebbe per i soli automobilisti: se c’è un pericolo, dovrebbe valere anche per i pedoni e, soprattutto in questo periodo di assidua frequentazione, dovrebbe vedere un vigile fisso in loco per impedire l’accesso a chiunque.
Se il pericolo, invece, non sussiste (e, probabilmente, al comune di Nardò, lo sanno, dato che hanno creato dei percorsi attrezzati con cartelli e spiegazioni storico­culturali sui luoghi), le multe non andrebbero elevate ed il comune dovrebbe restituire i soldi ai malcapitati automobilisti, dato che i frequentatori sono davvero tanti, come abbiamo potuto constatare e fotografare. (allegati 3 – 4 ­ 5)
Pertanto, chiediamo al Sindaco di Nardò a quale lettera, precisamente (il Comma 1 dell’articolo 7, lo rammentiamo, ha diverse lettere) del Codice della strada i suoi vigili elevano multe lungo la denominata strada?
Dove sono i segnali di divieto? Se si fa riferimento al “Pericolo crollo e sgrottamento” come mai la strada non è chiusa al traffico con transenne e con cartelli ben evidenti?

Inoltre, non tutti gli automobilisti, giustamente, prima di percorrere una strada vanno a controllare sull’albo on line del Comune se ci sono ordinanze dell’ultimo minuto: quanto discusso e deliberato in Consiglio Comunale va anche ben evidenziato con cartelli ben visibili sulla pubblica via, in particolare se, la suddetta Via Cantù, fa parte della ZTL recentemente istituita dal Comune a partire da luglio, come riportato sulla stampa locale.
Pertanto chiediamo al Sindaco di Nardò che le multe elevate nelle strade prive di un’adeguata segnalazione pubblica (CARTELLI STRADALI BEN EVIDENTI, come da disposizione di legge) vengano annullate e a chi ha già versato l’ammenda venga rimborsato per sanzione non giustificata e per mancata esposizione “ben visibile” dei cartelli di divieto di transito.

Ribadiamo che la buona visibilità dei cartelli stradali è fondamentale, secondo quanto stabilito dal Codice della strada / TITOLO II ­ DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE / Art. 39. Segnali verticali. / Regolamento Art. 39, che citiamo testualmente:
Art. 79. ­ Visibilità dei segnali (art. 39 C.s.).
1. Per ciascun segnale deve essere garantito uno spazio di avvistamento tra il conducente ed il segnale stesso libero da ostacoli per una corretta visibilità. In tale spazio il conducente deve progressivamente poter percepire la presenza del segnale, riconoscerlo come segnale stradale, identificarne il significato e, nel caso di segnali sul posto, di cui al comma 2, attuare il comportamento richiesto.

Nel proseguo, il citato articolo di legge, elenca le distanze a cui una segnaletica deve essere posta per permettere agli automobilisti di evitare un pericolo o compiere adeguatamente le manovre: e, nel caso di specie, queste distanze nelle indicazioni, mancano del tutto ed il cartello potrebbe anche non essere assolutamente visibile a coloro che provengono da via madonna dell’Alto.
Per tutto quanto sopra esposto, ci auguriamo che il solerte ricorso agli articoli del codice della strada non sia, per il Comune di Nardò, una scusa per rimpinguare le casse comunali a spese dei turisti che, per caso, capitano nel suo territorio comunale.