Nel proporvi queste mie note mi viene subito in mente quanto citato dalla Bibbia e da tutti conosciuto: il pastorello Davide, protetto dal Signore, che con una semplice fionda batte il gigante Golia, tra l’altro un infedele.

Non credo che di questi episodi ve ne siano riportati tanti, anzi mi sembra che sia l’unico ad essere citato, e ciò significa che è nella norma e quindi routine normale che sia Golia a vincere a meno che non intervengano forze soprannaturali per ribaltare la situazione.

La partita di ieri ha evidenziato in maniera molto chiara quanta differenza possa esistere fra due organici che militano nella stessa categoria. Del resto, già la volta scorsa ho avuto modo di soffermarmi sulla differenza esistente nella erogazione degli stipendi. A stipendi alti fanno riscontro, quasi sempre, giocatori di grande talento che determinano la differenza. A tal proposito, per chiarezza d’informazione, ripropongo la differenza fra le due squadre: Napoli 103 milioni di stipendi, Lecce 32 milioni. Nel valutare è opportuno ricordarsi sempre di questi numeri.

A Lecce abbiamo sperato di trovare un Napoli quantomeno affaticato dalla partita di coppa con il Liverpool ed abbiamo sperato nel colpaccio; ebbene abbiamo visto una squadra rinnovata per otto undicesimi che si permetteva di avere in panchina Meret, Mario Rui, Mertens, Lozano (acquisto da 40 milioni), Di Lorenzo, Hysaj, Callejon ed un Manolas, Allan e qualche altro che mi sfugge addirittura in tribuna. Precisato questo, posso entrare adesso nel merito della partita. Ribadisco che non sono queste le partite fondamentali per il Lecce, ma possono essere utili, solo qualcuna, per portare fieno in cascina. Il Lecce, dopo Milano, ha sprecato l’occasione con il Verona ma, meno male, che si è subito rifatto realizzando la gradita sorpresa con il Torino. Come tifosi non abbiamo nulla da rimproverare alla squadra per la partita con il Napoli, se non qualche distrazione o presupponenza di qualcuno (vds. Panagiotis) che deve rendersi conto di dare il suo apporto in modo costante e non occasionale, ma ribadiamo il concetto che il Lecce non deve “snaturarsi” puntando più sulla difesa perchè già abbiamo le esperienze dello scorso campionato (Benevento, Salernitana,  Cittadella) le abbiamo  dimenticate?

Sappiamo che il Lecce dovrà lottare in un girone diverso di Juve, Napoli, Inter, Roma, Lazio e qualche altra squadra, ma deve dare il massimo di idee e concretezza con quelle 4 o 5 squadre sicuramente alla nostra portata. Sacrosanto quanto affermato da Liverani:”non eravamo il Real dopo Torino, non siamo da buttare adesso” ma, nello stesso tempo, cerchiamo di non dilapidare il piccolo tesoretto rappresentato da qualche colpo gobbo che la dea Eupalla potrebbe concederci.

Mi permetto di suggerire al tecnico di creare un centrocampo tonico ed anche, perché no? tecnico per supportare la zona dove ci troviamo meglio, dal centrocampo in avanti, ed evitare, per    quanto possibile, il cambio di modulo onde consentire all’organico di assumere una chiara identità tattica che consenta ai calciatori di imporsi con maggior facilità ai pari grado evitando alchimie tattiche che possono creare facili confusioni.

Mercoledì sera, a Ferrara, c’è l’occasione d’oro per bissare Torino, ma attenzione che di Golia il nostro campionato è pieno in quanto ci sono quelle mimetizzate con tanti piccoli Golia, tipo Atalanta, Sassuolo, Fiorentina con le quali, però si potrebbe interpretare la parte del Davide.