È dal 3 Settembre del 2018 che non facevo un editoriale, poiché ero troppo affezionato allo stesso dello scorso anno: non mi andava di scavalcare l’intuizione e la fattualità. Eh già perché carta canta, lo scorso anno avevo precorso l’idea della serie A quando tutti ancora parlavano di un campionato cadetto, per i giallorossi, di media classifica e di rodaggio per una neopromossa. Ad oggi, ho voluto avere qualche dato in più, vedere anche l’ultimo degli acquisti all’opera, l’ambiente, gli abbonamenti, la tendenza degli arbitri verso noi, la solidità del gruppo e via dicendo. Tutto ciò non per emulare “il pendolino” di Maurizio Mosca, ma, al massimo qualcosa di più abbordabile come il pendolo di Foucault, il fisico. Ovvero, qualcosa di più sperimentale, di più analitico in vista del campionato che ci attende. Guardare al futuro dopo una bella vittoria quale quella contro il Torino è facile, sembra tutto semplice, ma, così non è e soprattutto non sarà. La serie A 2019-2020 è molto diversa da quelle recenti: c’è l’Inter che si è attrezzata per vincere tutto, così il Napoli e la Juve e le altre hanno investito per stare al passo di queste onde scongiurare magre figure. Tra le matricole le cose non cambiano molto, sono state fatte scelte di qualità e si è speso molto.

 

Flavio De Marco

Il Lecce, dopo aver investito circa quaranta milioni di euro, si mette in gioco ed il suo allenatore, mister Liverani non sembra voler abdicare dall’impostazione spettacolare del suo calcio. E fa bene, intendiamoci: creare emozioni non “impiegatizie”, essere folli non guasta mai. Se poi alla follia e allo spettacolo si aggiunge anche il risultato sul campo, il Lecce tornerà ad essere riconosciuto e riconoscibile con ciò che è sempre stato negli anni d’oro di Jurlano e Semeraro: una formazione ostica, imprevedibile che può vincere contro chiunque, in casa e fuori.

 

Va bene, questa vittoria ha esaltato la retorica, lo riconosco, però, come non menzionare Falco: questo giocatore deve andare in Nazionale, deve. Perché questo imperativo? Perché è forte, bello a vedersi, intelligente, maturo. Una previsione la devo azzardare necessariamente: Falco in azzurro. Punto.

 

Il campionato è lungo e molte sono le insidie, siamo solo all’inizio, ma, l’Inter, ad esempio, noi l’abbiamo già incontrata, molte altre squadre no, la fase della preparazione precampionato ancora lascia i suoi strascichi e quando il motore sarà a puntino vedremo le caratteristiche della nostra compagine. Il pubblico in casa e fuori c’è, altro dato, questo davvero certo.

 

Certamente sarà un bel campionato dove è richiesta l’impresa titanica: lottare e divertirsi, ormai, il calcio espresso dal Lecce è questo: spettacolare, spericolato anche, inutile nasconderlo. Chi ha avuto ed ha voglia di riscatto, chi vuole dimostrare di essere un grande allenatore, chi vuole rappresentare un’idea sana ed efficace di società fa parte di questo mosaico, il resto si scriverà partita per partita: il risultato è secondario, il “calcio impiegatizio” lasciamolo ai meschini, a coloro che vivono senza vere emozioni. Se avremo continuità ed un pizzico di favore della dea bendata ci salveremo, eccome. Importante sarà la sintesi indicata dal nostro Presidente Saverio Sticchi Damiani: “se tifi Lecce, tifi Lecce e basta”.

 

Flavio De Marco