SAN CATALDO, MARINA DI LECCE – La lettera su Facebook di Alfredo Prete è il tema politico del giorno: i balneari si sentono minacciati da un piano coste che potrebbe dare un colpo di grazia alle loro aziende. Il sindaco puntualizza che si sta rispettando la legge eliminando le strutture in ferro per costruzioni meno invasive, ma per le concessioni c’è molta incertezza. Il gestore del Lido York (che secondo le indiscrezioni avrebbe sostenuto proprio l’attuale amministrazione) ci è andato giù duro spiegando che senza i privati come lui San Cataldo sarebbe una marina ancora più morta di quanto è oggi e che si gioca sulla pelle degli imprenditori con progetti che portano all’incertezza le aziende e rischiano di metterle in ginocchio, abbattendo tutti i sacrifici costruiti negli anni.

Il sindaco replica con una lunga lettera postata su Facebook: “Caro Alfredo,
leggo con stupore queste tue considerazioni proprio oggi che – con un’iniziativa inedita in Puglia – l’amministrazione invita tutti i cittadini e i concessionari balneari al dibattito pubblico per un confronto sulla proposta del Piano Comunale delle Coste.
Già presentata in campagna elettorale e quindi nota a tutti i portatori di interesse. In questi mesi abbiamo più volte affrontato l’argomento in discussioni pubbliche e private. E per questo stupisce la reiterazioni di argomenti da parte tua che davo per acquisiti, ma che evidentemente – non so se consapevolmente o meno – torni a mettere in discussione.

Cosa prevede la proposta del piano comunale delle coste nello specifico che ti riguarda? Che entro due anni dalla sua approvazione le strutture in cemento armato devono – in applicazione di una legge e non di una valutazione discrezionale del Comune o del capriccio del sindaco – essere riconvertite in materiale removibile. in ragioni di un interesse pubblico legato alla tutela del paesaggio e alla difesa dell’erosione costiera. Il sindaco e gli amministratori pubblici sono sottoposti alla legge, in questo caso quella regionale.

Quindi, non c’è nessuna previsione di chiudere il lido York, come lasci intendere: il Piano non mette in discussione la concessione balneare sul quel tratto di litorale ma solo e soltanto la permanenza dei famosi archi così come sono stati realizzati negli anni passati. L’aver sostenuto che noi vogliamo fare chiudere il tuo stabilimento – nel quale la mia famiglia ha trascorso tanti estati e dove tutt’ora villeggia la famiglia di Alessandro – è quindi una clamorosa falsità che mi sorprende dover leggere in ragione delle tanti discussioni avute, anche recentissimamente.

Sul tono complessivo del tuo sfogo che lamenta addirittura una nostra latitanza dalle marine leccesi preferendo yacht e altro tralascio perché è offensiva di una stile di vita – il mio e quello di chi mi è accanto in giunta – che dovresti conoscere meglio e rispettare di più.
non considero come scrivi San Cataldo una “marina di merda”: è una ricchezza del nostro territorio che soffre di alcune mancanze sulle quali stiamo da due anni convintamente e appassionatamente lavorando. Il piano delle coste- insieme alla proposta delle rigenerazione delle marine e agli investimenti strategici inseriti nel CIS – puntano ad una nuova centralità della nostra costa. Perché dopo anni di inconsapevolezza stiamo mettendo al centro lo slogan che LECCE E’ IL SUO MARE.

Quanto al rinnovo delle concessioni il tema è talmente normativamente complicato, impervio che il TAR di Lecce nei prossimi giorni ha organizzato un convegno ad hoc chiamando i migliori amministrativisti d’Italia per offrire un contributo di chiarezza che saremmo interessati ad acquisire.
Essere sindaco non è meno gravoso del ruolo di imprenditore balneare, te lo garantisco. Ogni giorno si è chiamati a prendere decisioni difficili, ogni giorno si è chiamati a rispondere del proprio operato, ogni giorno si è messi di fronte al disagio sociale di chiede casa-lavoro
aiuto economico. quindi la tue preoccupazioni le vivo anche io: da presidente di un cooperativa che da lavoro tutto l’anno a dodici persone e da amministratore della città.
per il resto ti invito – in quanto concessionario balneare, presidente del sindacato balneari della confcommercio, presidente della Camera di Commercio -al dibattito pubblico che inizia oggi alle 10.00.

Avrai ancora una volta la possibilità – tu come tutti – di conoscere tutto il lavoro svolto dall’amministrazione, prendere coscienza dello stato di salute della nostra costa, misurarti con i vincoli imposti dalla leggi dello stato, valutare le scelte che abbiamo compiuto per dare opportunità e tutela e servizi alle nostre marine, offrire il tuo contributo, avanzare le tue proposte.
solo al termine di questo lungo percorso di ascolto pubblico – scandito in cinque incontri – la Giunta adotterà il Piano comunale delle coste già presentato in campagna elettorale. Buone cose e a presto”.