È uscito giovedì 17 ottobre 2019 ” The Informer tre secondi per sopravvivere ”
film di genere noir, gangster, poliziesco,​ drammatico​, diretto dal nostro regista Andrea Di Stefano, con protagonista principale, Joel Kinnaman. Pete Koslow (Joel Kinnaman) è un ex soldato ed ex criminale ravveduto, apparentemente al servizio della mafia polacca, l’uomo infatti lavora sotto copertura per l’FBI essendo la loro talpa. Quando tutto sembra andare per il verso giusto, si ritroverà costretto a tornare in prigione, per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul traffico di droga della malavita polacca a New York. Pete non dovrà mai esitare o sbagliare una mossa perché ciò potrà essere fatale per sé stesso o per la sua famiglia. La prova di Kinnaman è superba, grazie al tipo di ripresa del regista, si possono notare bene l’espressione, il suo stato d’animo ed il dissidio interiore che si porta con sé, costantemente durante il film, quello tra una vita nuova e quella che purtroppo non potrà mai lasciarsi del tutto alle spalle. La splendida​ Ana de Armas interpreta egregiamente la dolce e premurosa Sofia, moglie di Pete. Rosamund Pike è impeccabile nel ruolo di una comprensiva e tenace agente dell’FBI, a fornire una performance di spessore è Clive Owen, un villain spietato e fuori dalle righe. Andrea Di Stefano si è fatto conoscere con il suo Escobar, interpretato da un grande Benicio del Toro, considera Sergio Leone il suo più grande maestro, da cui ha colto la tecnica, il realismo e la cultura. Sergio Leone piú volte ha dimostrato di essere il re dei film western, facendo meglio dei “proprietari” di questo genere, ovvero gli americani. Di Stefano è sulla stessa scia di Sergio Leone, la produzione francese di The Informer ha pensato bene di ingaggiarlo, assegnandoli un genere di film che spesso i registi americani non rendono entusiasmante, invece al contrario il maestro italiano non ha tradito le attese, realizzando una pellicola colma di intrecci narrativi approfonditi e con sorprendenti colpi di scena. Il film è girato per buona parte del tempo in un carcere, Di Stefano è riuscito a rendere tutto molto verosimile, documentandosi, parlando con veri criminali e con agenti della Dea e del FBI, curando e limando ogni minimo dettaglio. Film assolutamente da non perdere, Di Stefano e Sorrentino stanno riportando il cinema italiano ai tempi d’oro di Cinecittà, lì dove merita di essere.