Foto Cosimo Enrico Marseglia

LECCE – Un fuori programma sorprendente quello che ieri, al teatro Apollo di Lecce, Alessandro Quarta ha voluto regalare alla Camerata Musicale Salentina per la prima della stagione concertistica di quest’anno: una torta a tre piani, con tanto di numero 50, accompagnata da una graziosa e divertente interpretazione di “Tanti auguri a te”, eseguita dal violinista leccese, insieme al pianista Giuseppe Magagnino, a Franco Chirivì alla chitarra, a Michele Colaci al contrabbasso e a Cristian Martina alla batteria. 50 come le candeline che la CMS spegne in questa stagione concertistica.
<<La Camerta ci ha dato la possibilità di conoscere i grandi nomi della musica classica, portandoli qui a Lecce e, quando mi è stato chiesto di aprire questa stagione concertistica, ho voluto affianco a me la più grande istituzione al mondo: il quartetto d’archi del Teatro alla Scala di Milano. Molte volte dimentichiamo di essere italiani ed ecco perché al mio quintetto salentino ho voluto aggiungere anche loro: Francesco Manara al violino, Daniele Pascoletti al violino, Simonide Braconi alla viola e Massimo Polidori al violoncello>>, spiega il violinista.

La prima parte del programma musicale ha visto protagonisti proprio i musicisti del quartetto d’archi, che hanno suonato il “Quartettsatz”, l’opera incompiuta di Schubert, e il Quartetto in fa maggiore per archi, di Ravel.
Nella seconda parte, al quartetto d’archi del Teatro alla Scala si è unito il violinista Alessandro Quarta col suo quintetto ed insieme hanno eseguito una vivace scaletta, composta dalle più conosciute “tango canciones” del celebre Astor Piazzolla. Il culmine della passione è stato raggiunto in chiusura, con “Libertango”, in cui, fra gli altri, si è distinto il pianista Giuseppe Magagnino, che ha suonato con un tale trasporto, nelle dita e nelle intenzioni, da generare una inevitabile “standing ovation”.

Di Alessandro Quarta colpisce la leggiadria con cui si muove creando un tutt’uno col violino: insieme al suo strumento sembra svolazzare come una farfalla, per poi posarsi con cura sulla giusta corda, come su di un campo fiorito, attento a non calpestarne i petali, ma a creare la musica più raffinata, in armonia col creato.
Delicato e brioso al tempo stesso, non annoia neppure i più piccoli: a lui sta molto a cuore arrivare anche ai giovani e ieri ci è riuscito alla grande.
Peculiarità del violinista è vederlo mettersi di spalle al pubblico quando inizia le sue interpretazioni, per guardare negli occhi ed entrare in sintonia con gli artisti che lo accompagnano sul palco. E a fine esecuzione non dimentica mai di stringere la mano ad ognuno di loro, per ringraziarli.

Quando parli con Alessandro Quarta non hai l’impressione di avere davanti a te un raro genio della musica. Eppure lo è eccome. Sorridente, concede foto prima e dopo lo spettacolo; sul palco porta la musica classica ma lui ha sempre una mise decisamente rock, una classica maglietta nera, un jeans e una cascata di bracciali e collane d’acciaio: niente giacca e cravatta. Niente forma. Solo sostanza. Lo abbiamo apprezzato così anche tre mesi fa, quando ha suonato al fianco de “Il Volo”, e quando due mesi fa si è esibito in occasione della “Notte della Taranta”. Così, nel suo non essersi mai sentito “arrivato” ma sempre al servizio della musica che suona e che contribuisce a diffondere in tutto il mondo. Già, in tutto il mondo, perché Alessandro Quarta ha già scalato le vette più alte della musica: per due anni di seguito (2017 e 2018) è stato premiato come “miglior eccellenza italiana nel mondo” per la Musica; quest’anno è stato a Sanremo con “Il Volo”; al fianco di Roberto Bolle, ha composto un arrangiamento del “Dorian Gray”, seguito da 5 milioni di telespettatori. Anche ieri sera, nel suo Salento, Alessandro Quarta ha fatto il pienone.