Meno male che adesso ci sarà la sosta per consentire alla squadra di riordinare le idee! E’questo il “mantra” che già si sente dopo la prestazione di Bergamo. Sarà la nostra pratica meditativa per rimettere a posto una situazione che, se non corretta, potrà essere deleteria? Non lo so e non mi interessa saperlo, ma so soltanto che la cosa più giusta da fare, in questo momento, è quella di non cercare alibi a tutti i costi.

Forse tutti noi tifosi abbiamo peccato, per eccesso di fede calcistica, nel concedere sempre qualche alibi per le partite disputate finora. L’unico alibi che regge, a mio parere, è quello della assoluta inesperienza dell’organico a questo attuale campionato di serie A, dove ci potranno essere le sorprese, le sconfitte, ma anche una identità che possa farti sperare per il futuro. Non che non si debba sperare ma, intanto, si analizzi il comportamento della squadra in queste sette partite, ma si analizzi con onestà intellettuale.

A partire dalla partita con l’Inter, in molti hanno considerato quasi un furto il 4 a 0 subito, la successiva con il Verona è stata considerata come partita da non valutare perché troppo brutta per essere vera, con il Napoli altri 4 goals ed il dubbio che non li meritavamo perchè la squadra era considerata in crescita, a Torino si è parlato di svolta, l’1 a 0 con la Roma è stato recepito come un furto, dimenticandosi che si poteva perdere con maggiore scarto, la successiva partita con la SPAL ha ridato fiato alle trombe, vista l’ottima prestazione della squadra.

Non è che, per caso, a furia di dire di essere in crescita, di fornire prestazioni “sfortunate”, ci si è convinti che prima o poi la “iella” ci avrebbe abbandonato? A questo punto, meno male che vi è stata Bergamo per mettere a nudo le lacune che il Lecce deve rapidamente colmare per evitare un disastroso risultato finale.

Cosa ci ha detto Bergamo? Che la nostra difesa deve essere ristrutturata perché viaggia alla media di due reti a partita incassate, che non credo possa chiedersi ai nostri difensori di uscire in palleggio dalla propria area (attività questa molto gradita ad allenatori modernisti pur con i settimanali svarioni) se non si hanno un po’ di piedi buoni ( la rete fatta da Zapata è un chiaro esempio di come il meccanismo da acquisire non è nelle corde del Lecce), che i “nazionali” che vanta il Lecce in organico vanno valutati con beneficio d’inventario perché, a mio parere, sono al massimo discreti calciatori di serie B nostrana, che bisogna al più presto dare un’identità di squadra che si mantenga anche di fronte ad una sconfitta, che si stabilisca chi dovrà essere la punta del Lecce (assurdo togliere La Mantia per dar spazio a Babacar già sul 3 a 0 forse per fargli fare minutaggio?). Il frequente cambiamento di modulo, anche durante la partita, credo che serva solo a confondere le idee a calciatori che non hanno frequentato la serie A. Sempre a mio modestissimo parere, in questo Lecce, dopo sette partite, chi sembra sia stato nel massimo campionato sono proprio due che non lo hanno proprio bazzicato e mi riferisco a Falco e Mancosu.

La partita di ieri ha fatto scattare l’allarme al punto che il presidente dice: “dobbiamo tutti guardarci negli occhi”. Del resto un portiere che subisce 3 reti, ben 16 tiri in porta, fa 13 parate straordinarie e risulta il migliore in campo, evidenzia quello che bisognerà fare con poche chiacchiere e nessun alibi a supporto.

Benedetta sosta perché siamo ancora in tempo a raddrizzare la baracca. Il tempo stringe e Milan e Juve sono in attesa. Aspettiamo il dopo.