SQUINZANO (Lecce) – Uno dei mezzi più efficaci per combattere la violenza è senza dubbio l’arte. Usata in tal senso, diventa un tramite di forte impatto sociale che smuove le coscienze e induce all’azione. Anche a Squinzano l’arte è scesa in campo, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con la mostra La Fenice organizzata da Francesca A. Malatesta e Marco Presta.

“Il nome della collettiva d’arte, La Fenice, è stato scelto per mettere l’accento non sul problema ma sull’importanza della reazione e soluzione a questo fenomeno che ormai è diventato una piaga sociale –  spiega Francesca, curatrice della mostra –  L’idea ha iniziato a prendere forma due anni fa, durante una mia personale di pittura, “Il Giorno di Eva”, presso il chiostro comunale di S. Giovanni Rotondo. Una mostra a tema contro la violenza sulle donne, il cui Vernissage si svolse durante la “Notte Rosa in Rosso”. Per quell’occasione dipinsi un quadro dal titolo ‘la fenice’; fu allora che capì che il mio fare arte doveva essere proiettato in qualche modo in qualcosa di utile per la comunità”.

Tanti gli artisti che hanno accettato l’invito a esporre e a testimoniare con le loro opere il loro no alla violenza. “Gli artisti che ci hanno omaggiato della loro presenza sono artisti affermati con alle spalle una serie di esposizioni personali e non – continua a raccontarci Francesca – pirografie, pitture e illustrazioni, sono tutte opere di alto livello tecnico e poetico. Ogni artista si distingue per originalità e stile: Aldo Caracciolo, Davide Cocozza, Anna Maria Di Maggio, Irma Don Giovanni, Anna Frappampina, Donato Pagano, Paolo Potì, Roberto Schipa, Marco Verrico.

Questa esperienza pone le basi per un progetto che deve andare avanti affondando le sue radici nel cuore della comunità. L’arte ha il potere di unire, di riappacificare, di rendere tutto più gentile e, portata alla comunità nel modo giusto, la sua armonia crea un’ottima condizione di cooperazione in nome di qualcosa di più alto come la lotta alla violenza di genere”.