Foto Michel Caputo

Rigiocare Lazio-Lecce? Non è fantasia ma una possibilità concreta che è prevista in caso di errore tecnico da parte del direttore di gara. L’articolo 14 del regolamento AIA, indicato dal presidente Sticchi Damiani, dice quanto segue:
Una volta che l’arbitro emette il fischio per l’esecuzione di un calcio di rigore, il tiro deve essere eseguito.
Se, prima che il pallone sia in gioco, si verifica una delle seguenti situazioni:

il calciatore che esegue il calcio di rigore o un suo compagno infrangono le Regole del Gioco:

se il pallone entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto

se il pallone non entra in porta, l’arbitro dovrà interrompere il gioco e assegnare un calcio di punizione indiretto

fanno eccezione le seguenti infrazioni per le quali cui il gioco dovrà essere interrotto e ripreso con un calcio di punizione indiretto indipendentemente dal fatto che la rete venga segnata o no:

un calcio di rigore viene calciato indietro

un compagno del calciatore identificato esegue il calcio di rigore; l’arbitro ammonisce il calciatore che ha eseguito il tiro

una volta che il calciatore ha completato la rincorsa fa finta di calciare il pallone; l’arbitro ammonisce il calciatore (è consentito, però, fare una finta durante la rincorsa)

il portiere o un suo compagno infrangono le Regole del Gioco:

se il pallone entra in porta, la rete dovrà essere assegnata

se il pallone non entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto;
se il responsabile dell’infrazione è il portiere dovrà essere ammonito

uno o più calciatori di ciascuna squadra infrangono le Regole del Gioco:
il calcio di rigore dovrà essere ripetuto a meno che un calciatore commetta un’infrazione più grave (ad esempio, fa una finta irregolare).

Se sia il portiere sia chi esegue il tiro commettono un’infrazione allo stesso tempo:
• se la rete non viene segnata, il calcio di rigore deve essere ripetuto ed entrambi i calciatori ammoniti
• se la rete viene segnata, non deve essere convalidata, colui che ha eseguito il tiro verrà ammonito e i gioco sarà ripreso con un calcio di punizione indiretto.

In virtù di quanto riportato diventa evidente l’errata interpretazione regolamentare da parte della direzione di gara. Una partita nella quale viene refertato un errore tecnico arbitrale può essere oggetto di ricorso da parte delle squadre coinvolte. Lo sa bene Gianpiero Opsi, il calciatore dilettante che un anno fa è stato protagonista dell’episodio divenuto oggetto d’interesse di tutti gli organi d’informazione nazionale in occasione della gara di prima categoria piemontese Bacigalupo-Barracuda: “Durante una ripartenza della squadra avversaria mi son trovato ad essere l’ultimo difensore presente nella nostra area di rigore. In quell’occasione son riuscito a compiere un intervento utile per sventare l’occasione da rete del Bacigalupo. Preso dalla foga agonistica ho urlato il mio disappunto ai miei compagni. L’arbitro ha erroneamente sentito pronunciare da parte mia un’esclamazione blasfema, decidendo così di interrompere il gioco e assegnare il calcio di rigore alla squadra avversaria. Il regolamento prevede l’interruzione del gioco ma la ripresa della gara con una punizione indiretta. A fine partita i nostri dirigenti hanno ritenuto opportuno presentare reclamo e chiedere l’annullamento della partita e la ripetizione della stessa causa errore tecnico dell’arbitro, che tra l’altro aveva refertato l’accaduto. Come da regolamento il reclamo è stato accolto e la partita fatta ripetere”.
È evidente quanto l’episodio in questione sia speculare a quello accaduto in occasione del rigore sbagliato da Babacar e ribadito in rete da Lapadula. Le dichiarazioni alla Domenica Sportiva di Paolo Casarin, che fanno eco a quelle del presidente Saverio Sticchi Damiani, non lasciano spazio ad interpretazioni. Lazio-Lecce è macchiata da un evidente errore tecnico della direzione di gara e come tale rientrerebbe nei casi previsti dal regolamento per richiederne l’annullamento e la ripetizione. Tale scelta spetta solo e soltanto all’US Lecce che valuterà la convenienza o meno di andare “allo scontro” con il sistema. Certo è, che l’intervento composto ma deciso del presidente Sticchi Damiani, pesa come un macigno a tutela dei diritti di una squadra che rappresenta un intero territorio e migliaia di salentini che in ogni trasferta riempiono i settori ospiti degli stadi di tutta Italia.