Foto Michel Caputo

Ci son partite che possono rappresentare qualcosa di più di quello che la semplice sfida sportiva possa suggerire. Sfide che rievocano, nei loro protagonisti, ricordi che bussano l’anima.
Quella di domenica, per i giallorossi, costituisce una partita dall’altissimo coefficiente di difficoltà se si somma, al valore tecnico dei biancocelesti il loro attuale stato di forma. La squadra di Inzaghi viene dalla vittoria di San Siro col Milan grazie al tredicesimo gol in campionato di Immobile e alla quarta marcatura dell’argetino Correa, assistito da un ispiratissimo Luis Alberto. I giallorossi di Liverani sono imbattuti da quattro giornate, nelle quali hanno collezionato altrettanti pareggi contro Milan, Juventus, Sampdoria e Sassuolo. Continuare questo filotto sarebbe importantissimo, tanto per la classifica, quanto per il morale. Lo sa bene il tecnico romano che, all’Olimpico, proprio con la casacca biancoazzurra, ha trascorso cinque stagioni indelebili della sua carriera e domenica affronterà per la prima volta da allenatore la “sua” Lazio.

Alla società capitolina arrivò nel 2001 acquistato dal Perugia per venticinque miliardi di lire più la comportacipazione dell’attaccante Emanuele Berrettoni. La storia d’amore tra lui e la Lazio viene impreziosita prima dalla vittoria della Coppa Italia 2003/04 e poi dall’investitura a capitano. Con i biancoazzurri disputerà un totale di 165 partite e 10 gol tra campionato e coppe. L’idillio con il club capitolino si interrompe a causa di dissidi con il presidente Lotito che lo spingono ad accettare la corte della Fiorentina, con la quale disputerà le successive due stagioni prima di passare al Palermo dove in pratica terminerà la carriera da giocatore. Contro la Lazio, quindi, non sarà per Liverani una partita come le altre. Una storia d’amore che, come tante, si è interrotta per meri interessi di una delle parti, ma che “correva il rischio” di ricominciare proprio quest’estate. Il tecnico del Lecce, infatti, sembrava essere in pole position nel subentrare a Simone Inzaghi qualora quest’ultimo fosse passato alla Juventus. Alla fine a Torino è arrivato Maurizio Sarri e così, Lazio e Lecce, hanno potuto tenersi stretti i loro due condottieri che tanto bene stanno facendo sulle rispettive panchine.

Nello staff tecnico di via Colonnello Costadura c’è un altro tecnico che da giocatore ha vestito la maglia della Lazio, l’allenatore della primavera Sebastiano Siviglia che nell’estate del 2004 passa, proprio dal Lecce, alla società del neo presidente Claudio Lotito, del quale risulterà il primo acquisto biancoazzurro. Quella di domenica, insomma, è una gara dalle mille sfaccettature che nasconde altrettante insidie per i giallorossi del presidente Saverio Sticchi Damiani. Oggi la Lazio sarà impegnata proprio all’Olimpico nel ritorno della gara di Europa League contro gli scozzesi del Celtic. La speranza è che Immobile e compagni arrivino scarichi domenica pomeriggio e che al Lecce, soprattutto, non vengano quei pericolosi black out che portano a spengere il bellissimo gioco dei giallorossi.