CUTROFIANO/LECCE – È fissata per il 17 marzo, davanti al gup Edoardo D’Ambrosio, l’udienza preliminare a carico dell’ex dirigente dei Registri Immobiliari Giovanni Scrimieri, 64enne, originario di Cutrofiano, ora in pensione, nell’inchiesta relativa ad un iter più snello per sbrogliare positivamente le pratiche ipotecarie iscritte presso la Conservatoria di Lecce. Il neo imputato, difeso dagli avvocati Cristiano Solinas e Domenico Ettore Bruno, è accausato di tentata e consumata induzione indebita a dare o promettere utilità e abuso d’ufficio.

L’indagine è scattata a seguito di un episodio specifico avvenuto nell’estate del 2016. Per risolvere una vicenda di asservimento di alcuni terreni Scrimieri avrebbe chiesto ad una una donna di Trepuzzi una somma di 350 euro. Di fronte alle perplessità della donna l’ex dirigente “consigliò” di farsi contattare da un funzionario comunale del Comune di Trepuzzi al quale rinnovò l’illecita richiesta dicendogli di portare “una copia conforme all’originale dell’atto e 350 euro in contanti in busta chiusa”. La cittadina non assecondò quella richiesta e presentò un esposto dando il via alle indagini.

Inchiesta condotta dagli agenti della Digos guidati all’epoca dal dirigente Raffaele Attanasi. Intercettazioni, cimici, videoriprese in ufficio hanno smascherato il sistema con cui Scrimieri avrebbe intascato le mazzette. In più circostanze, l’allora dirigente avrebbe “dirottato” decine e decine di interlocutori a richiedere consulenze all’agenzia Pubblic.Imm.Consultant con sede a Cavallino (intestata alla compagna risultata una mera prestanome) garantendo il buon esito della pratica in modo indolore e snello. Tempi celeri, prezzi contenuti o comunque più bassi da quelli fissati dal mercato senza imposizioni o minacce. Ad interfacciarsi sarebbero stati in tanti. Non solo cittadini comuni ma anche undici segretari generali delegati da ventitré Comuni della provincia (la cui posizione è stata archiviata e stralciata). Talvolta il carteggio e le buste venivano consegnate dai Segretari Comunali o da loro messi.

Altre volte, ancora, la documentazione veniva portata direttamente dai committenti presso la sede operativa della Pubblic.Imm.Consultant con sede a Castromediano. Sul retro di ogni busta veniva annotato il numero di repertorio attribuito dal Comune alla pratica. E tale modus operandi avrebbe configurato anche il reato di abuso d’ufficio. Questo perché nel suo ruolo di Dirigente della Conservatoria, sebbene si trovasse in una situazione di conflitto di interesse, avrebbe omesso di astenersi dal prestare la propria attività nella società solo formalmente intestata compagna.