TREPUZZI (Lecce) – Asl condannata per un presunto errore medico dopo il parto di un neonato. Con una sentenza del 25 ottobre scorso il giudice del Tribunale Civile di Lecce, la dottoressa Alessandra Cesi, ha statuito la responsabilità contrattuale dell’Asl e dei medici dell’ospedale di Scorrano prevedendo un risarcimento milionario e condannando l’Azienda sanitaria al risarcimento di tutte le spese processuali.

Il caso ha riguardato un grave danno cerebrale di encefalopatia ipossico-ischemica a carico di un nascituro e riscontrato a seguito di parto naturale di una giovane donna di Trepuzzi per un accertato ritardo nella conduzione dell’evento da parte dei medici dell’ospedale di Scorrano tanto da ritenere che gli stessi non oasservarono, durante il percorso clinico, una condotta medica improntata a perizia e diligenza. Il Giudice del Tribunale di Lecce ha ribadito e confermato il consolidato principio giurisprudenziale secondo il quale l’ingresso della gestante all’interno della struttura medica avvenne sulla base di un contratto con effetti protettivi a carico di un terzo.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Leonardo Tarantini e Tommaso De Vitis, ha assolto pienamente l’onere probatorio dimostrando, con argomentazioni giuridiche e scientifiche avvalorate dai propri consulenti la sussistenza del pieno nesso casuale così provando che la condotta medica dei sanitari è stata, secondo il criterio del “più probabile che non”, causa esclusiva del grave danno fisico riportato dal nascituro.

La convenuta Asl sarà costretta a risarcire tutti i danni da invalidità permanente accertati e statuiti con la emanata sentenza nonché a continuare a difendersi, in altro ed autonomo giudizio, per tutti i danni parentali subìti anche dai genitori e richiesti sempre dagli avvocati Tarantini e De Vitis.