BARI – I leghisti si sono presi la sala conferenze più grande della Fiera del Levante per accogliere il loro Capitano in un clima da stadio. Qualcuno non ha resistito a urlare più volte “no a Fitto”. Il segnale dei leghisti pugliesi rivolto agli uomini di Giorgia Meloni è già chiaro dalla “battaglia della Fiera del Levante”, che ha costretto FdI ad andare in piazza domani, rinunciando alla sala molto più piccola di quella prenotata dai leghisti. La convention si chiama “Liberiamo la Puglia” e Matteo Salvini parte in quinta con frasi taglienti contro Michele Emiliano: la campagna elettorale è già cominciata per la Lega. C’è un piccolo particolare: manca l’ufficializzazione del candidato presidente, quello che può cambiare tutto. “Non c’è ancora il nome, ma lo sceglieremo insieme: prima di scegliere il centravanti, stiamo mettendo su la squadra” – spiega Salvini. Poche parole per dire che il nome di Fitto non è scontato.  Il leader leghista domina la scena sul palco, si concede dei fuori-programma scambiandosi qualche battuta col pubblico e si fa accerchiare dai giovani: tutto è perfetto dal punto di vista della comunicazione politica.

 

La delegazione salentina è abbastanza nutrita. “Fate sentire la voglia di libertà dei pugliesi che c’è per mandare a casa Emiliano, Vendola, Conte, Zingaretti e Renzi: quelli che hanno affamato e impoverito una terra che deve tornare ad essere capitale della bellezza e del lavoro” – dice Salvini rivolgendosi ai giornalisti. Inevitabile il riferimento alla Banca Popolare di Bari: il capo della Lega chiede che vadano in galera i truffatori dei risparmiatori pugliesi. “Voglio vedere in galera quelli che hanno rubato il futuro ai lavoratori di Taranto, quelli che non pagano gli agricoltori, quelli che hanno sulla coscienza decine di morti sulle ferrovie pugliesi, ancora a binario unico, e quelli che hanno chiuso tutti quei punti nascita”.

La sala è gremita: “Questa è l’Italia vera, non qualche Nichi Vendola in cerca di poltrona sicura” – urla il leader leghista. Poi, i ripetuti attacchi partendo dalle criticità della sanità pugliese e dei “viaggi della speranza”: “Emiliano dovrebbe vergognarsi per come ha ridotto la sanità pugliese. Ogni anno la Puglia spende 200 milioni per mandare i propri cittadini a curarsi fuori per colpa delle chiusure degli ospedali”. Salvini rassicura tutti su una battaglia comune: “Qualche anno fa sarebbe stato impossibile per me pensare di venire a parlare alla Fiera del Levante, però o si vince tutti insieme, da nord a sud, o non si vince”. Il leader leghista rilancia l’idea di unità a livello nazionale: la proposta è di fissare 5 punti urgenti per non far collassare l’Italia con tutti i partiti, da Leu a M5S, e poi andare al voto. “I primi migranti di cui vogliamo occuparci, se ci farete vincere in Puglia, sono quelli che sono scappati nel resto del mondo per trovare un lavoro e per mettere su famiglia. Occupiamoci dei pugliesi che sono andati via (160 mila persone) e di quelli che vogliono andare via, anziché regalare la cittadinanza a chiunque arrivi. Le nostre porte sono spalancate per chi scappa veramente dalla guerra, ma abbiamo troppa gente che la guerra ce l’ha portata in Puglia spacciando droga, scippando, rapinando e molestando: non abbiamo bisogno di questa immigrazione”. C’è una battuta anche per le sardine, che nelle stesse ore sono in piazza a Lecce: “In questo periodo va di moda ‘Bella ciao’, ma io preferisco un altro inno italiano: ‘Il Piave mormorò: Non passa lo straniero’”. I cavalli di battaglia della proposta leghista vengono sciorinati: la partita è alle battute finali anche all’interno del centrodestra.