Il 4 Dicembre 2019, è andato in onda sul canale History di Sky, negli Stati Uniti la sesta stagione di Vikings, approdata in Italia giusto il giorno dopo con le prime due puntate trasmesse su Tim Vision. Vikings è una serie amatissima, probabilmente quanto Game of Thrones, con il suo mood cosí mistico e tribale ha conquistato milioni e milioni di telespettatori. Gli esperti ai lavori di questa serie, hanno saputo ricreare perfettamente le vicende storiche, permettendo allo spettatore di addentrarsi nella cultura e nella religione pagana.

È presente e significativa la presenza di Odino il padre degli Dei Norreni che pur di ottenere la “conoscenza” fu disposto a sacrificare il suo occhio, suggestiva la comparsa dei corvi per interpretare un messaggio o per rappresentare un presagio positivo, previsione di gloria per il protagonista. Il personaggio più amato della serie è sicuramente Re Ragnar Lothbrok, interpretato da un superbo e toccante Travis Fimmel. Ragnar è sempre stato un vichingo molto astuto, intelligente, forte, coraggioso, leale e misericordioso. Ha sempre avuto grande sete di conoscenza proprio come Odino e la sua gentilezza e diplomazia l’hanno portato ad essere un uomo con dei valori così alti tanto da avere come migliore amico Athelstan, un frate cristiano. Ragnar è sempre stato più di un semplice e barbaro contadino, diventando prima conte di Kattegat, città della Norvegia, poi Re ed infine una leggenda.

La sua storia continua con i suoi figli, che hanno preso le sue qualità, i suoi pregi e difetti ma soprattutto ognuno di loro, porta con sé gli insegnamenti del padre. La quinta stagione era terminata con la sconfitta di Ivar, detronizzato dal fratello Bjorn dopo un lungo assedio. Tuttavia Ivar riesce a fuggire, intanto Ubbe è tornato vittorioso dall’Inghilterra, uccidendo in un duello all’ultimo sangue, re Frodo fermamente deciso a razziare i territori e non a coltivarli quindi colpevole di essere nettamente contrario agli scopi comuni del popolo libero dell’Anglia Orientale, di re Alfred e di Ubbe. Questa nuova stagione comincia con la fuga di Ivar dalla vendetta dei suoi fratelli, esasperati dalla sua follia e crudeltà. Nella strada della seta Ivar viene rapito insieme ai suoi sgherri di fiducia rimasti, dai sodati al servizio del principe Oleg detto “Il Profeta”. Giunto a Kiev, allora città russa, Ivar fa la conoscenza del principe ed instaura con lui un rapporto di stima e fiducia. I due in realtà sono molto simili, il loro passato li accumuna, il tipo di mentalità li unisce e li rende più forti. Emblematica la scena in cui Oleg ed Ivar volano sullo slittino, grazie ad un’apparecchiatura russa dell’epoca, quello è il momento in cui capiscono di non essersi incontrati per caso ma per il volere degli Dei.

Intanto a Kattegat, giungono due messaggeri di re Harald che vorrebbe il sostegno del nuovo e importante, re della città, re Bjorn, contro il conte Olaf, deciso a dominare su Harald e sul suo territorio. Bjorn dopo essersi consultato con Ubbe, sua moglie Gunnhild, sua madre Lagherta ed aver ricevuto un’opinione contraria da parte di tutti alla richiesta di aiuto, decide invece saggiamente di aiutare re Harald ricordando che proprio quest’ultimo, in quel giorno di gloria, in cui sconfissero Ivar a Kattegat, gli salvò personalmente la vita durante l’assedio alla città. Lagherta comunica a tutti di voler vivere una vita tranquilla, come un tempo, in memoria dei bei e vecchi tempi e di Ragnar, decidendo di seppellire la spada ed andare a vivere nel bosco e mettere su una fattoria grazie all’aiuto di Ubbe e di Torvi. Tuttavia la vita di Lagherta pare essere in pericolo, gli esiliati, marchiati da Bjon per la loro viltà e fedeltà ad Ivar, sembrerebbero decisi a far del male alla ex shield-maiden, ora che è indifesa e vulnerabile, la preoccupazione che le possa capitare qualcosa di brutto è lecita.

Non è il caso di addentrarsi in altri particolari, le prime due puntate hanno posto le basi per una grande stagione finale, la sceneggiatura è divinamente impeccabile, la scenografia è incantevole soprattutto nelle sequenze innevate, la fotografia è suggestiva, la regia monumentale, lo si percepisce dalla sublime interpretazione degli attori e dalla cura del regista per i minimi dettagli. Le star che spiccano maggiormente sono Alexander Ludwig (Bjorn), Katheryne Winnick (Lagherta), Alex Høgh Andersen (Ivar), Jordan Patrick Smith (Ubbe), le loro performance sono sublimi e da urlo. Vikings è potente, filosofico e intrigante, gli amanti del genere d’avventura, azione, storico, mistico, drammatico non hanno nessuna valida ragione al mondo per perderselo! Assolutamente da vedere.