Non posso non iniziare queste note senza fare un riferimento statistico. I dati mi dicono: 19 tiri totali contro 11, 4 tiri in porta contro 6, 51% possesso palla contro 49%, 475 passaggi contro 451, 85% precisione nei passaggi contro gli stessi 85%, 10 falli commessi contro 19 subiti, 1 ammonizione contro 4 e mi precisano anche che i primi dati si riferiscono al Lecce ed i secondi al Parma e che il risultato finale è stato di 2 a 0 per il Parma.

Ma come è stato possibile? Ovvio, si dirà come sempre “questo è il calcio” e “siamo stati puniti da episodi”. Ma, in coscienza e con onestà intellettuale, si potrà dire che il Parma non abbia meritato la partita o che il Lecce sia stato defraudato? Per me non credo ma, certamente, per i tecnici che adesso si sono incaponiti a far partire il gioco dal portiere, costi quel che costi, si tratta solo di un incidente di percorso. Ma questi signori che si stanno ostinando a scopiazzare Guardiola senza avere i suoi giocatori, hanno visto cosa è successo proprio nel turno appena giocato? Ospina del Napoli, pur avendo due giocatori ai lati cui dare la palla, si crede Messi e, volendo superare Immobile che lo ostacolava, perde palla e consente allo stesso Immobile di segnare e poi, per non allontanarci da Roma, Paulo Lopez, portiere giallorosso, con palla fra i piedi e due suoi colleghi ai lati, indugia, vede Veretout al centro con Dybala alle spalle e gli da palla che Dybala, anticipandolo, gli ruba e si procura il rigore del 2 a 0.

Questi sono casi molto recenti ma il campionato ci sta dicendo che questo “scempio della logica calcistica” procede a gonfie vele e scarica di ogni responsabilità gli allenatori che ormai, come Liverani, dicono dalla mattina alla sera che le rose non hanno qualità, che loro non possono sostituirsi ai giocatori che sbagliano e che hanno sempre bisogno del sostegno della tifoseria.

Cerco allora di essere più concreto e dico Lecce, neo- arrivata in A con doppia promozione, al termine del girone d’andata: quart’ultimo posto con 15 punti di cui 4 conquistati in casa ed 11 fuori, 22 reti fatte (e son tante!) e 38 subite (disastro preoccupante!). Può bastare la giustificazione: “gli episodi ci puniscono oppure fanno la differenza”? Direi di no ed auspico una seria presa di coscienza tendente a modificare, in meglio questa situazione che è molto compromessa ma per nulla definitiva, se si ritrova il bandolo della matassa che tenda a migliorare il cinismo con cui le piccole devono conseguire il risultato.

Il mio realismo mi dice che è già un grande risultato essere quart’ultimi al termine del girone d’andata, che ci metterei la firma che lo stesso fosse a fine campionato, che mi piacerebbe vedere più “palle in tribuna” piuttosto che “regalate” all’avversario in uscita dal secondo o terzo passaggio. Mi piacerebbe vedere che Panagiotis si dimenticasse di essere stato quasi “un uomo in più in serie B”, ma si rendesse conto che in serie A è tutta un’altra cosa, mi piacerebbe pure che Liverani non disapprovasse platealmente l’azione dei suoi giocatori sin dal primo secondo di gioco, ma desse almeno il tempo anche a loro di capire che cosa vuole.

Il Lecce ieri ha perso palloni in quantità industriale e Panagiotis è stato quanto di peggio può essere fatto da un regista. E’inutile pigliarsela con Lucioni o Rossettini perché entrambi si battono al massimo. E poi, vogliamo anche vedere cosa succede con l’infermeria? Giocatori che giocano poco li vediamo in infermeria per risentimenti muscolari. L’auspicio è che, coloro che dovranno rinforzare la rosa del Lecce, siano sani al 200 per 100 perché dovranno affrontare un difficilissimo girone di ritorno per mantenere quel quart’ultimo posto che per noi rappresenterebbe lo “scudetto”.

Facciamo tutti qualche esamino di coscienza, torniamo con i piedi a terra, cerchiamo di fare i punti anche a casa, dove vi sono circa 20.000 sostenitori e, se il caso, si mandi qualche pallone in tribuna. Quel tipo di bel gioco se lo possono permettere Sarri, Guardiola, Zidane e qualche altro. Per noi, comuni mortali, ci resta l’essenzialità senza fronzoli.