SANNICOLA (Lecce) – Sarà giudicato in abbreviato un collaboratore scolastico, di 70 anni, in servizio presso una scuola primaria di Sannicola, accusato di aver molestato sessualmente due studentesse. Così come richiesto dagli avvocati difensori Rocco Vincenti e Lanfranco Leo, il gup Marcello Rizzo ha dato l’ok al rito alternativo dopo che un primo giudice (Michele Toriello) aveva rigettato la richiesta di patteggiamento a 1 anno e 2 mesi ritenuta troppo bassa rispetto alla gravità dei fatti. Nei confronti del collaboratore (al momento dal sospeso dal servizio con un provvedimento del Miur in attesa della definizione del procedimento penale) si sono costituiti parte civile i genitori delle due studentesse assistiti dall’avvocato Alessandro De Matteis.

A mettere in moto le indagini, coordinate dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, era stata proprio la denuncia di una delle minori presso la locale caserma dei carabinieri dopo un iniziale periodo di prevedibile sbandamento. Nel tam tam tra genitori sarebbero emerse attenzioni particolari del collaboratore anche su una seconda ragazzina. I casi contestati, complessivamente, sono quattro e si sarebbero verificati nel periodo conclusivo dell’anno scolastico 2017-2018. Nel caso di una delle due giovani le attenzioni si sarebbero consumate all’interno della sala mensa e mentre si recava in bagno non appena uscita dalla classe. Anche la seconda ragazzina (oggetto delle attenzioni) sarebbe stata avvicinata e palpeggiata nelle parti intime nei corridoi della scuola in due occasioni con il pretesto di praticare un massaggio.

Il contenuto delle denunce è stato poi confermato dall’ascolto protetto delle due ragazze sentite con l’incidente probatorio a luglio. Le due allieve ribadirono le accuse davanti al gip Michele Toriello, allo stesso pm, ad una psicologa nominata dal Tribunale per valutare la capacità a testimoniare e di un secondo consulente (Oronzo Greco) nominato dalla difesa dell’indagato. In quella sede venne anche ascoltata una terza ragazza compagna di classe che avrebbe assistito ad un episodio, quello della mensa.

Sulla scorta del materiale probatorio la difesa aveva concordato una pena che avrebbe consentito all’imputato di beneficiare della pena sospesa ma il gup ha rigettato il patteggiamento perché i fatti sono troppi gravi per una sentenza a 1 anno e 2 mesi di reclusione. L’8 aprile sarà processato in abbreviato.