CASTRI’ (Lecce) – La fine del matrimonio sancisce non solo la rottura dei rapporti ma anche l’inizio di un incubo. Per l’uomo, in questo specifico caso. Tartassato, molestato, picchiato da quella che per anni era stata sua moglie. La donna, ora, è indagata e rischia anche il processo con le accuse di stalking, lesioni personali aggravate e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Per il 6 maggio prossimo, davanti al gup Marcello Rizzo, è fissata l’udienza preliminare in cui dovrà comparire la donna, una professionista poco più che 35enne, residente a Castrì.

E proprio a Castrì si sarebbero verificate le ripetute schermaglie tra la coppia con vittima l’uomo, anch’egli un noto professionista del posto. Non ambienti difficili o contesti degradati come spesso raccontano simili inchieste. Sta di fatto che la donna, a più riprese, avrebbe reso un incubo la vita dell’ex marito con dispetti, ripicche e vendette. Offese per telefono. Minacce faccia a faccia. Come accaduto nell’ottobre del 2018 quando la professionista avrebbe intimato all’uomo di scendere dall’auto altrimenti avrebbe sfondato la macchina.

Ma gli abusi e le angherie avrebbero raggiunto l’apice nei mesi successivi. E avrebbero coinvolto anche i figli, vittime sacrificali di due genitori ai ferri corti. A dicembre di due anni fa la professionista avrebbe bloccato l’uomo nelle vicinanze della scuola della figlia per impedirgli di vedere la bimba e una volta entrata in macchina l’avrebbe travolto provocandogli vari traumi poi giudicati guaribili in oltre un mese. Da qui l’accusa di lesioni personali aggravate.

E poi ci sono altri episodi di violenza sulla persona. Calci e pugni in diverse occasioni. Come accaduto a fine 2018 quando l’uomo sarebbe stato “assalito” dalla ex moglie e colpito con una sequela di calci alle gambe e ai fianchi e “messo in salvo” solo da una sua amica intervenuta in suo soccorso. All’apice di questo inferno l’uomo, assistito dall’avvocato Francesco Dragone, ha così deciso di denunciare l’ex moglie in Procura. E gli agenti della Mobile hanno avviato gli accertamenti sfociati in una richiesta di rinvio a giudizio a firma del pubblico ministero Luigi Mastroniani. Davanti a un giudice la donna, difesa dall’avvocato Roberto Rella, potrà contestare le accuse che le vengono mosse.