PUGLIA – Sfilata di dolci di Carnevale tra mille chiacchiere e castagnole ai Mercati di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi e di Via della Repubblica 80 a Foggia, dove i consumatori stanno riscoprendo gusto e tradizione delle ricette antiche tramandate da generazioni. Domani domenica 23 febbraio 2020 si replica a Lecce al Mercato contadino di Piazza Ludovico Ariosto e negli Agriturismi di Terranostra, dove i cuochi contadini di Campagna Amica proporranno piatti tipici della tradizione carnevalesca pugliese, dai coriandoli di pasta alle stecche di maiale classiche del Carnevale grasso, fino alle leccornie per chiudere il pranzo in dolcezza.

A Carnevale – stima la Coldiretti – vengono consumati oltre 11 milioni di chili di dolci tipici con un costo che oscilla fra 5 euro al chilo di chi usa forno e fornelli casalinghi ai 15 ai 30 euro, con picchi anche di 65, per le diverse specialità che si possono trovare nelle panetterie e nelle pasticcerie. Ma non è solo una questione di prezzo – evidenzia la Coldiretti – perché preparare i dolci a casa permette di fare la differenza sul risultato finale grazie a una scelta accurata di ingredienti freschi e di qualità, a partire dalle uova e dal miele che – continua la Coldiretti – possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si possono trovare anche le specialità delle feste della tradizione contadina i cui segreti sono stati tramandati da generazioni.

Le chiacchiere sono strisce dal bordo dentellato di pasta fritta e cosparsa di zucchero a velo, preparate con ingredienti facili da reperire in Puglia, come la farina di grano 100% made in Puglia, un dolce tipico di tutta la regione – dice Coldiretti Puglia – da Foggia a Lecce, dove da secoli più che un piatto è una vera e propria tradizione.

Le castagnole, il cui termine è dovuto alla piccola dimensione e all’analoga forma del frutto dei castagni, sono dolci carnevaleschi dalle origini antiche, dato che nei più moderni ricettari ottocenteschi – ricorda Coldiretti Puglia – sono presenti ben quattro ricette diverse che portano il nome di Castagnole, di cui una con cottura al forno, già in un manoscritto di fine ‘700, trovato da Italo Arieti negli Archivi di Stato della città di Viterbo. Ma si suppone che, di castagnole, si parlasse già nel 1692, attraverso le ricette del Latini, cuoco, tra gli altri, della casa reale dei D’Angiò, e nel 1684, con il Nascia, cuoco della Casa dei Farnese.

Spostandosi a Foggia è possibile riscoprire una ricetta del carnevale ben più sostanziosa, le cosiddette Dita degli Apostoli, chiamate così per la loro forma allungata sebbene le origini etimologiche del piatto siano incerte e sicuramente legate al mondo religioso. Si racconta, infatti, che siano state delle suore a chiamarle così, preparando – spiega Coldiretti Puglia – la ricetta con gli ingredienti avanzati dalle altre cotture. Il loro aspetto è paragonabile a quello di bianchi cannelloni realizzati con delle crepè ripieni di ricotta vaccina e cannella.