LECCE – È già realtà, da un anno, la Rete Oncologica Pugliese, ma ha ancora bisogno di essere messa a punto, di essere comunicata, rafforzata con più personale è collegata meglio al territorio. Oggi c’è la possibilità, con una sola chiamata, di inserire il paziente oncologico in un percorso che va dalla diagnosi alla cura, fino al periodo dopo la terapia, dove la medicina di precisione, che agisce con farmaci innovativi, può dare risposte risolutive. Nel pomeriggio di oggi, all’interno dell’Open Space di Palazzo Carafa, dalle 16:30, istituzioni sanitarie, associazioni di volontari hanno fatto il punto della situazione. I viaggi della speranza diminuiscono e gli accessi alla Rete Oncologica aumentano giorno dopo giorno. Certo, i medici di base devono collegarsi meglio con questa rete ed essere preparati all’inserimento dei pazienti che ne hanno effettivamente bisogno. Il paziente oncologico non dev’essere mai lasciato solo: dev’essere indirizzato e preso per mano lungo tutto il corso della sua vicenda (per ascoltare le interviste cliccate sull’immagine ndr).

La terapia viene studiata sul singolo soggetto, sul suo particolare organismo, con medicinali e tecnologie di ultima generazione. “Un piccolo passo è stato fatto. La Puglia oggi ha una rete oncologica efficiente – spiega Giammarco Surico, Coordinatore operativo UCoor, che ringrazia addetti ai lavori e associazioni – Crescono gli screening oncologici e diminuiscono i viaggi della speranza. La copertura degli screening sulla mammella passa al 60 %, dal 40 % in cui eravamo. La partita contro il cancro continua a dare risultati positivi: 3 milioni e 300 persone sono sopravvissute al cancro a 10 anni dalla diagnosi. Tra le grandi novità c’è il Certificato Oncologico Introduttivo (fondamentale per l’invalidità civile e per usufruire di altre normative che riguardano gli invalidi) , voluto fortemente dal Cavaliere Francesco Diomede (vicepresidente nazionale FAVO, Federazione Italiana Associazioni di Volontariato in Oncologia) e attivato grazie all’accordo tra Regione Puglia e Inps. Il vicepresidente FAVO ha chiesto a tutte le associazioni di fare un gioco di squadra senza divisioni, perché è proprio questo meccanismo che ha portato alla presentazione dei dati positivi di una rete che fa fare un passo in avanti alla sanità pugliese e salentina.